Le autorità della zona nord di Sydney hanno chiuso tutte le spiagge dopo quattro attacchi di squalo avvenuti nell’arco di 48 ore. L’ultimo episodio si è verificato martedì 20 gennaio, quando un surfista di 39 anni ha subito una ferita al torace in seguito al morso di uno squalo. Poco dopo, un altro surfista, il “collega” ventenne, è stato azzannato a una gamba a Manly ed è ricoverato in condizioni critiche dopo essere stato tratto in salvo da alcuni passanti e soccorso dai medici.
Nei giorni precedenti, un bambino di 10 anni era caduto dalla tavola da surf a causa dell’avvicinamento di uno squalo a circa quattro chilometri più a nord, senza riportare lesioni, mentre domenica 18 gennaio un ragazzo di 12 anni è stato gravemente ferito da uno squalo nel porto di Sydney ed è tuttora ricoverato in terapia intensiva al Sydney Children’s Hospital.
Secondo la polizia del Nuovo Galles del Sud, le recenti piogge intense hanno reso l’acqua torbida, condizioni particolarmente favorevoli agli squali toro, specie che predilige acque salmastre. Fino a nuovo avviso, l’area delle Northern Beaches resterà interdetta.
In Australia si registrano in media circa 20 attacchi di squalo ogni anno, con meno di tre casi mortali. Dall’inizio delle rilevazioni, nel 1791, sono stati documentati oltre 1.280 “incidenti” con gli squali, di cui più di 250 hanno avuto esito fatale, secondo un database specializzato.
Negli ultimi mesi si erano già verificati due episodi mortali: a settembre 2025 un grande squalo bianco ha ucciso un surfista su una spiaggia affollata a nord di Sydney e, a novembre dello stesso anno, uno squalo leuca ha causato la morte di una donna che nuotava al largo di una località remota.
Gli esperti indicano nella crescente presenza di bagnanti e nell’aumento delle temperature oceaniche, che modificano i modelli di migrazione degli squali, le principali cause dell’incremento degli incontri uomo–squalo, pur riconoscendo che la pesca eccessiva sta impoverendo alcune specie.