Trump paventa dazi al 200% su vini e champagne francesi; Macron esige rispetto e avverte sull’indebolimento dell’Ue

La tensione commerciale tra Stati Uniti e Francia è tornata al centro del dibattito a seguito delle minacce di Donald Trump di imporre dazi del “200% su vini e champagne” francesi. Il provvedimento, motivato dallo scontro diplomatico sul futuro Board of Peace per Gaza – organo sostenuto dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu che Trump intende […]

La tensione commerciale tra Stati Uniti e Francia è tornata al centro del dibattito a seguito delle minacce di Donald Trump di imporre dazi del “200% su vini e champagne” francesi. Il provvedimento, motivato dallo scontro diplomatico sul futuro Board of Peace per Gaza – organo sostenuto dal Consiglio di Sicurezza dell’Onu che Trump intende far concorrenza alle Nazioni Unite – è stato definito dal presidente francese Emmanuel Macron “inaccettabile soprattutto se usati come leva contro la sovranità territoriale”.

Intervenendo al World Economic Forum di Davos, Macron ha denunciato “una fase di instabilità e squilibrio sia per la sicurezza che per l’economia”, con “oltre 50 guerre”, citando con ironia le dichiarazioni del tycoon che afferma di averne risolte otto. Secondo il capo dell’Eliseo, gli Stati Uniti stanno adottando “un nuovo approccio coloniale” teso a “indebolire e subordinare l’Europa”, una deriva che richiede “una strategia resiliente” per difendere l’economia europea ed evitare “la legge del più forte che porta alla vassallizzazione”.

Sul fronte comunitario, la presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen ha bollato i dazi aggiuntivi come “un errore, soprattutto tra alleati di lunga data”. In un intervento sempre a Davos, ha ricordato che “l’Ue e gli Stati Uniti hanno raggiunto un accordo commerciale lo scorso luglio. E in politica, come negli affari, un accordo è un accordo. E quando degli amici si stringono la mano, deve significare qualcosa”. Ha quindi promesso che la risposta europea sarà “ferma, unita e proporzionata”.

Nel frattempo la Corte Suprema degli Stati Uniti ha scelto di non pronunciarsi oggi sulle imposte doganali varate da Trump facendo ricorso all’International Emergency Powers Act. I giudici dovranno valutare la legittimità dell’uso dei poteri di emergenza per imporre tariffe su quasi tutti i partner commerciali americani, con un possibile verdetto atteso in media entro il 20 febbraio.

Sul versante diplomatico, la disputa tra i due leader ha assunto toni più personali dopo che Trump ha pubblicato sul suo social Truth uno screenshot attribuito a Macron: “Amico mio, siamo totalmente d’accordo sulla Siria. Possiamo fare grandi cose sull’Iran. Non capisco cosa stai facendo sulla Groenlandia”, si legge nel messaggio. “Posso organizzare una riunione del G7 dopo Davos a Parigi giovedì pomeriggio. Posso invitare a margine ucraini, danesi, siriani e russi. Ceniamo insieme a Parigi giovedì prima che torni negli Stati Uniti”, chiude il testo firmato “Emmanuel”.

L’Eliseo ha confermato l’autenticità del messaggio, precisando che in privato Macron aveva effettivamente proposto di ospitare il vertice del G7 giovedì 22 gennaio a Parigi, estendendo l’invito anche a Ucraina, Danimarca, Siria e – per la prima volta dopo quasi quattro anni di conflitto – Russia.