Giappone: condanna a vita per l’assassino dell’ex premier Shinzo Abe

Il tribunale di Tokyo ha condannato all’ergastolo Tetsuya Yamagami, il 45enne riconosciuto colpevole dell’omicidio dell’ex primo ministro Shinzo Abe, avvenuto il 8 luglio 2022 durante un comizio elettorale nella città di Nara. Yamagami, presente in aula, aveva ammesso di aver esploso due colpi di pistola contro Abe, 67 anni al momento del delitto, motivando il […]

Il tribunale di Tokyo ha condannato all’ergastolo Tetsuya Yamagami, il 45enne riconosciuto colpevole dell’omicidio dell’ex primo ministro Shinzo Abe, avvenuto il 8 luglio 2022 durante un comizio elettorale nella città di Nara. Yamagami, presente in aula, aveva ammesso di aver esploso due colpi di pistola contro Abe, 67 anni al momento del delitto, motivando il gesto con l’ostilità verso le presunte relazioni tra il politico e la Chiesa dell’Unificazione.

Il delitto ha riacceso il dibattito sui legami tra alcuni esponenti del Partito Liberaldemocratico e l’organizzazione religiosa fondata da Sun Myung Moon, soprannominata “Chiesa di Moon”. L’influenza del gruppo, particolarmente radicata negli Stati Uniti e in Asia orientale, era al centro delle ragioni addotte dall’imputato, che nel corso del processo ha definito il suo gesto come un atto di vendetta contro quelli che riteneva responsabili delle proprie sofferenze familiari legate all’istituzione religiosa.

L’assassinio di Abe, premier più longevo nella storia del Giappone, ha profondamente scosso il Paese, dove i fatti di sangue compiuti con armi da fuoco sono estremamente rari. In aula era presente anche la vedova, Akie Abe, che in un breve messaggio ha dichiarato: “non si attenuerà mai” il dolore per la perdita del marito.