I repubblicani alla Camera hanno avviato un’azione di oltraggio al Congresso contro Bill e Hillary Clinton, dopo che la coppia si è rifiutata di comparire su invito della Commissione di vigilanza nell’ambito dell’indagine sul finanziere Jeffrey Epstein. Anche alcuni deputati democratici della stessa Commissione hanno appoggiato la procedura.
Con il via libera della Commissione, il fascicolo passerà ora all’esame dell’Aula. In caso di ulteriore approvazione, i Clinton sarebbero obbligati a deporre davanti ai deputati: il caso verrebbe poi girato al Dipartimento di Giustizia, che potrebbe procedere con un’incriminazione. L’oltraggio al Congresso comporta sanzioni fino a 100.000 dollari di multa e una detenzione massima di un anno.
Nei giorni scorsi, i legali di Bill Clinton avevano proposto un’alternativa: una deposizione privata davanti ai due membri più anziani della Commissione. L’offerta è stata però respinta dai deputati, definiti “assolutamente irragionevole”. Il presidente della Commissione, James Comer, ha criticato la richiesta, affermando: “Le ultime richieste dei Clinton chiariscono che ritengono che il loro cognome dia loro diritto a un trattamento speciale. Le citazioni in giudizio bipartisan della Commissione di Vigilanza della Camera richiedono ai Clinton di presentarsi per deposizioni sotto giuramento e trascritte”.
Nel frattempo, è stato confermato che Ghislaine Maxwell, ex collaboratrice di Jeffrey Epstein, comparirà in deposizione davanti alla medesima Commissione il 9 febbraio. Secondo il suo team legale, Maxwell invocatorà il Quinto emendamento, rifiutandosi di rispondere alle domande dei parlamentari.