Treno deraglia in Spagna: il conducente cita un “piccolo intoppo” prima di incendi e feriti

Il macchinista del treno Iryo deragliato domenica 18, con un bilancio provvisorio di almeno 43 vittime, non si è reso conto immediatamente della gravità dell’incidente. Nella prima telefonata, registrata dalla scatola nera e resa nota dai quotidiani elDiario.es e Cordopolis, descrive l’evento come un «intoppo» o un «piccolo strappo», senza alcun cenno al deragliamento: «Ho […]

Il macchinista del treno Iryo deragliato domenica 18, con un bilancio provvisorio di almeno 43 vittime, non si è reso conto immediatamente della gravità dell’incidente. Nella prima telefonata, registrata dalla scatola nera e resa nota dai quotidiani elDiario.es e Cordopolis, descrive l’evento come un «intoppo» o un «piccolo strappo», senza alcun cenno al deragliamento: «Ho appena avuto un intoppo all’altezza di Adamuz», riferisce al centro di controllo di Adif, che replica con un frettoloso «Ti vedo, dai lasciami un numero di telefono».

Per ridurre i rischi, il personale a terra chiede di «abbassare i pantografi». Il macchinista rassicura: «Sono già bassi. È tutto molto basso. Anzi, ho proprio fermato il treno», invitando l’interlocutore a «calmarsi». Solo nella seconda telefonata, pochi minuti dopo l’impatto delle ultime carrozze con un convoglio in arrivo in senso opposto, chiarisce la situazione: «Voglio dirti che è un deragliamento e sto invadendo l’altro binario. Ripeto: deragliamento e sto invadendo la strada adiacente». A quel punto chiede lo stop immediato del traffico, ricevendo l’informazione – erronea – che «non arriva nessun treno». Infine segnala la presenza di fiamme e feriti: «C’è anche del fuoco. Devo lasciare la cabina per controllare, ok? Ho bisogno che mandi vigili del fuoco e ambulanze, ci sono feriti sul treno».

Le cause dell’incidente non sono ancora accertate. Su alcune delle prime cinque carrozze dell’Iryo sono stati rilevati graffi e segni sui carrelli, simili a quelli riscontrati su due o tre convogli transitati poco prima nello stesso tratto. Questi indicatori lasciano ipotizzare la presenza di un corpo estraneo sui binari o una problematica strutturale del binario stesso.

A poche ore di distanza dal tragico deragliamento, un altro convoglio delle ferrovie regionali catalane (Rodalies) è uscito dai binari martedì 20 gennaio tra Gelida e Sant Sadurní d’Anoia (Barcellona), causando un morto – il macchinista – e almeno 37 feriti, di cui cinque in condizioni gravi.