Minneapolis, ICE non ha fermato un bambino di 5 anni: era stato abbandonato dal padre ricercato

L’Agenzia americana per l’immigrazione (Ice) ha reso noto, attraverso una nota del Dipartimento per la Sicurezza interna, di aver preso in custodia un bambino di cinque anni dopo che «il padre lo aveva abbandonato». Secondo il comunicato, gli agenti erano intervenuti il 20 gennaio per arrestare Adrian Alexander Conejo Arias, un immigrato irregolare proveniente dall’Ecuador, […]

L’Agenzia americana per l’immigrazione (Ice) ha reso noto, attraverso una nota del Dipartimento per la Sicurezza interna, di aver preso in custodia un bambino di cinque anni dopo che «il padre lo aveva abbandonato». Secondo il comunicato, gli agenti erano intervenuti il 20 gennaio per arrestare Adrian Alexander Conejo Arias, un immigrato irregolare proveniente dall’Ecuador, rimesso in libertà nei mesi scorsi dall’amministrazione Biden. Quando gli agenti si sono avvicinati al veicolo, Conejo Arias è fuggito a piedi lasciando il figlio sul posto. Per tutelare il minore, uno degli agenti è rimasto con lui fino all’arrivo dei servizi sociali, mentre gli altri hanno fermato il padre.

Nei giorni precedenti la nota del Dipartimento per la Sicurezza interna, il Washington Post aveva pubblicato un reportage secondo cui il piccolo, identificato come Liam Ramos, sarebbe stato bloccato dagli agenti Ice al ritorno da scuola in periferia di Minneapolis. Il giornale sosteneva che il bambino fosse stato usato come «esca» per attirare il genitore e che entrambi fossero poi stati trasferiti in un centro di detenzione in Texas. Da questa ricostruzione erano nate forti proteste contro le modalità operative dell’agenzia.

Secondo gli stessi media statunitensi, casi analoghi avrebbero riguardato, nelle ultime due settimane, altri tre studenti del medesimo distretto scolastico: due diciassettenni e una bambina di dieci anni. Una fotografia scattata a Liam con lo zainetto in spalla, circondato da agenti armati e con il volto coperto, è diventata virale sui social, alimentando indignazione e timori per l’impatto delle operazioni Ice sui minori.

Nella nota pubblicata sui social, il Dipartimento per la Sicurezza interna sottolinea che «L’Ice non ha preso di mira un minore. Il bambino è stato abbandonato». Il documento ricorda che l’operazione faceva parte di Metro Surge, avviata formalmente il primo dicembre 2025 con l’obiettivo di individuare ed espellere immigrati irregolari, in particolare i cosiddetti “worst of the worst aliens”. Pur dichiarando di concentrarsi sui responsabili di gravi reati, l’Ice ha visto arrestare anche molte persone senza precedenti penali negli Stati Uniti. Con la seconda amministrazione Trump, la lotta contro l’immigrazione illegale è tornata al centro dell’agenda federale: il bilancio 2025, soprannominato Big Beautiful Bill, ha fatto dell’Ice l’agenzia più finanziata della storia del Paese.

Minneapolis è diventata teatro di tensioni crescenti a seguito delle operazioni dell’Ice. Un residente statunitense ha denunciato di essere stato allontanato dalla sua abitazione senza mandato, mentre agenti armati avrebbero forzato la porta di casa, sospingendolo in strada in biancheria intima con temperature prossime allo zero. Nel quartiere di Powderhorn, invece, un’agente dell’Ice ha sparato e ucciso Renee Nicole Good, 37 anni, durante un’operazione contro l’immigrazione irregolare. Con oltre duemila agenti federali dispiegati in città, il sindaco Jacob Frey ha definito la situazione «caos» e chiesto il ritiro delle forze federali, mentre l’amministrazione Trump ha aperto un’inchiesta nei confronti del sindaco e del governatore Tim Walz per presunta ostruzione alle attività dell’Ice.