A Davos Jared Kushner ha illustrato il “Project Sunrise”, definito come la terza fase del piano di pace per Gaza, che concentra gli sforzi su sicurezza, deradicalizzazione, mercato libero e, soprattutto, ricostruzione. L’iniziativa, presentata al World Economic Forum subito dopo la firma sull’accordo per il Board of Peace di Gaza, prevede la trasformazione della Striscia in una moderna enclave mediterranea, con resort, trasporti ad alta velocità e reti elettriche intelligenti potenziate dall’intelligenza artificiale.
Il progetto si articola in quattro passaggi progressivi. Nella prima fase verranno interessate ampie aree di Rafah e Khan Younis, dove sorgeranno distretti residenziali e industriali dotati di data center, parchi, impianti sportivi, autostrade e linee ferroviarie. Le successive tappe completeranno queste città e, in una quarta fase, saranno avviati i lavori di ricostruzione di Gaza City.
Per Rafah Kushner ha previsto oltre 100mila alloggi, 200 scuole, 180 centri culturali e religiosi e più di 75 strutture sanitarie. Sulla costa, evidenziata in rosa nella mappa mostrata durante l’intervento, sono pianificate circa 180 torri per il turismo, destinate a ospitare alberghi, ristoranti e centri ricreativi. Nella parte più meridionale, accanto al valico di confine con l’Egitto, si prevede l’installazione di un aeroporto, un porto e due hub logistici per lo stoccaggio e il trasporto delle merci, con l’obiettivo di fare di Gaza un nodo strategico per commercio, energia e infrastruttura digitale.
“In Medio Oriente costruiscono città come questa – due, tre milioni di persone – in tre anni, quindi cose come questa sono molto fattibili se ci impegniamo a realizzarle”, ha affermato Kushner, sottolineando la tempistica serrata del piano. Il programma economico guarda al 2035 con l’obiettivo di raggiungere un Pil di 10 miliardi di dollari e di creare 500mila posti di lavoro, alimentati da investimenti di 25 miliardi nei servizi, 3 miliardi nei distretti commerciali e quasi 2 miliardi nel settore dell’istruzione.
I primi interventi prevedono la creazione di una zona economica speciale e la realizzazione di alloggi temporanei, passaggi ritenuti essenziali per avviare la Nuova Gaza e preparare il terreno alla ricostruzione su larga scala.