Amanda Knox ricostruisce il confronto con l’uomo che la fece finire in carcere per l’omicidio di Kercher

Amanda Knox ha annunciato sul suo account X l’uscita del documentario Bocca del lupo, in programma per il 26 gennaio. Il film ripercorre il suo ritorno in Italia dopo l’assoluzione definitiva nel processo per l’omicidio di Meredith Kercher e include il faccia a faccia con Giuliano Mignini, il magistrato ora in pensione che la condusse […]

Amanda Knox ha annunciato sul suo account X l’uscita del documentario Bocca del lupo, in programma per il 26 gennaio. Il film ripercorre il suo ritorno in Italia dopo l’assoluzione definitiva nel processo per l’omicidio di Meredith Kercher e include il faccia a faccia con Giuliano Mignini, il magistrato ora in pensione che la condusse in carcere.

“Racconta del mio viaggio di ritorno in Italia e del mio incontro faccia a faccia con l’uomo che mi ha mandato in prigione”, ha spiegato la 38enne statunitense, che definisce il documentario “più intimo e rivelatore di qualsiasi cosa abbia fatto prima”. Nel trailer si intravede spesso il volto di Mignini, testimone diretto di quei giorni.

Knox venne arrestata nel 2007 a Perugia con l’accusa di aver partecipato all’omicidio di Meredith Kercher. Dopo una condanna in primo grado, fu assolta in appello e liberata quasi quattro anni dopo. La Cassazione confermò poi l’assoluzione e la Corte europea dei diritti dell’uomo chiuse il contenzioso. Restano i tre anni di pena per calunnia nei confronti di Patrick Lumumba, accusa sempre respinta dalla stessa Knox. Per il delitto di Kercher la sentenza definitiva ha condannato Rudy Guede, mentre Raffaele Sollecito, inizialmente ritenuto complice, è stato assolto.

Nell’estate del 2022 Knox è tornata in Italia per incontrare Mignini e i due hanno mantenuto i contatti. In una recente intervista l’ex magistrato ha descritto il loro legame come “umano” e ha ricordato la difficoltà di dover chiedere la condanna: all’epoca Knox aveva appena 20 anni. Secondo Mignini, la giovane mostrava diffidenza verso la polizia, in particolare nei confronti della dirigente della sezione Omicidi, che “odiava Amanda”. Oggi, ha concluso Mignini, l’ex studentessa americana appare “più matura e compassionevole”, ma conserva un lato “narcisista”.