Le famiglie delle vittime della strage di Crans-Montana hanno espresso sconcerto e rabbia dopo la scarcerazione, avvenuta pochi giorni dopo l’arresto, di Jacques Moretti, proprietario del bar Le Constellation. Molti dei feriti rimangono in condizioni critiche e, per i genitori dei ragazzi morti nel rogo, la decisione appare l’ennesimo segnale di scarsa attenzione nei confronti di chi ha perso la vita e di chi ancora lotta tra la vita e la morte.
Durissime le parole di Carla e Massimo Minghetti, madre e padre di Riccardo, il sedicenne romano deceduto nell’incendio. La madre ha definito “una vergogna” la scarcerazione avvenuta poche ore dopo l’incontro con il presidente della Confederazione svizzera Guy Parmelin, a cui era stato promesso “il massimo impegno istituzionale”. Il padre ha denunciato “la sensazione di totale mancanza di rispetto per la vita delle vittime” e ha aggiunto: “Siamo ancora in una bolla, per noi Riccardo è ancora presente”. Riguardo al monumento dedicato ai ragazzi, ha sottolineato: “Hanno spostato quello che era il monumento fatto per commemorare i ragazzi. Lo hanno tolto dal centro del paese e lo hanno messo in un posto molto meno visibile. Il punto non è il ricordo di Riccardo, il punto è la giustizia che sta mancando”.
Anche Alessandro Vaccaro, avvocato della famiglia di Emanuele Galeppini, un altro sedicenne morto durante la notte di Capodanno, ha espresso perplessità. Richiamando il principio di presunzione d’innocenza, ha osservato: “La scarcerazione dopo 5 giorni, su una cauzione versata da un soggetto terzo, ci lascia un po’ interdetti”.