Il portavoce del presidente russo, Dmitry Peskov, ha riconosciuto che il percorso verso la fine del conflitto in Ucraina “sarà difficile e lungo”. Ha poi rivendicato che “la formula per risolvere la questione territoriale è stata sviluppata durante il vertice russo-americano in Alaska il 15 agosto, e deve essere applicata nei negoziati in corso”.
Il Cremlino ha escluso ogni ruolo dell’Unione europea nelle trattative, definendo gli Stati membri “incompetenti”.
Sul fronte diplomatico, Papa Leone XIV ha rinnovato il suo appello alla cessazione delle ostilità: “Il protrarsi delle ostilità, con conseguenze sempre più gravi per i civili, allarga la frattura dei popoli e allontana una pace giusta e duratura”.
Dal lato ucraino, il presidente Volodymyr Zelensky ha segnalato che Mosca “sta concentrando i propri attacchi sul settore energetico, sulle infrastrutture critiche e sugli edifici residenziali dell’Ucraina”.
Infine, secondo quanto riportato dal New York Times, nel corso di un colloquio trilaterale ad Abu Dhabi si sarebbe discusso dell’invio di “truppe neutrali in alcune parti nel Donetsk”.