Il portavoce del Cremlino, Dmitry Peskov, ha avvertito che un’eventuale offensiva militare degli Stati Uniti contro l’Iran rischierebbe di provocare «una grave destabilizzazione» nell’intera regione. Rivolgendosi ai giornalisti, Peskov ha sottolineato l’impegno di Mosca nel ridurre le tensioni e ha invitato tutte le parti coinvolte a mantenere un atteggiamento cauto, privilegiando il dialogo.
“Questo (un possibile attacco militare da parte degli Usa, ndr) significherebbe certamente un altro passo che potrebbe seriamente destabilizzare la situazione nella regione. Sapete che la Russia continua a impegnarsi per allentare la tensione. E, naturalmente, in questo caso, vorremmo comunque aspettarci moderazione da tutte le parti interessate e, soprattutto, un’attenzione esclusiva a negoziati pacifici”, ha affermato Peskov.
Parallelamente, secondo il media di opposizione Iran International, con sede a Londra, la guida suprema iraniana, Ali Khamenei, si sarebbe trasferita in un rifugio sotterraneo a Teheran. La decisione sarebbe stata adottata dopo che alti funzionari militari e della sicurezza hanno valutato un incremento del rischio di un attacco statunitense. La notizia è basata su informazioni fornite da due fonti vicine al governo iraniano.