Baby, l’elefantessa simbolo dello zoo di Tunisi, muore all’età di 40 anni

L’elefantessa Baby, ospite dallo scorso maggio dello zoo Belvédère di Tunisi, è deceduta nelle ultime ore all’età di 40 anni. L’animale, trasferito da Parigi nell’ambito di un progetto di cooperazione bilaterale franco-tunisina per potenziare l’attrattiva del parco, aveva suscitato negli ultimi mesi forti preoccupazioni sul suo stato di salute. Secondo associazioni animaliste e veterinari indipendenti […]

L’elefantessa Baby, ospite dallo scorso maggio dello zoo Belvédère di Tunisi, è deceduta nelle ultime ore all’età di 40 anni. L’animale, trasferito da Parigi nell’ambito di un progetto di cooperazione bilaterale franco-tunisina per potenziare l’attrattiva del parco, aveva suscitato negli ultimi mesi forti preoccupazioni sul suo stato di salute.

Secondo associazioni animaliste e veterinari indipendenti citati da GreenMe, Baby viveva in condizioni critiche, con un recinto giudicato insufficiente per lo spazio di movimento necessario a un elefante. Già da giovane impiegata in circhi e fiere, l’animale sarebbe stato isolato dal contatto con i suoi simili e da tempo soffriva di problemi alla zampa posteriore, aggravatisi poi anche agli arti anteriori.

Per consentirle cure più specialistiche era stata avviata una raccolta fondi finalizzata al suo trasferimento in una struttura adeguata, ma la situazione si è deteriorata rapidamente. Sul corpo dell’elefantessa è stata disposta un’autopsia per chiarire le cause del decesso.

A difesa dell’operato dello zoo e della municipalità, il direttore della preservazione della salute e dell’ambiente del Comune di Tunisi, Amor Naier, ha negato “qualsiasi responsabilità o negligenza da parte dell’equipe veterinaria dello zoo del Belvedere o della municipalità”. Il funzionario ha inoltre affermato che “lo stato di salute dell’animale si era aggravato mercoledì mattina” e che il personale aveva “tempestivamente prestato i primi soccorsi”, pur non riuscendo a salvare l’elefantessa, spenta nel primo pomeriggio.

Le dichiarazioni ufficiali non hanno tuttavia placato le critiche di gruppi animalisti e residenti, i quali attendono i risultati dell’autopsia prima di valutare eventuali azioni legali.