Donald Trump ha annunciato di aver chiesto a Vladimir Putin di interrompere i bombardamenti su Kiev e sulle altre città ucraine per una settimana, motivando la richiesta con l’arrivo di un’ondata di freddo record. «Ho chiesto a Putin di non sparare su Kiev e le città ucraine a causa del freddo record per una settimana», ha detto il presidente Usa durante una riunione di gabinetto alla Casa Bianca, sottolineando che il leader russo «ha accettato, è stata un’ottima cosa, gli ucraini quasi non ci credevano».
Il presidente ucraino Volodymyr Zelensky ha espresso gratitudine per questa decisione. Su X ha scritto: «Un’importante dichiarazione del presidente Usa sulla possibilità di garantire la sicurezza di Kiev e di altre città ucraine durante questo rigido periodo invernale». «L’approvvigionamento energetico è fondamentale per la vita. Apprezziamo gli sforzi dei nostri partner per aiutarci a proteggere vite umane. Grazie, Presidente Trump!», ha aggiunto, auspicando che le misure di de-escalation favoriscano «un reale progresso verso la fine della guerra».
Intanto il Centro idrometeorologico ucraino avverte che dal 1° al 3 febbraio «sono previste temperature molto fredde: si prevede che le temperature notturne scenderanno tra -20 e -27 gradi e, in alcune zone, si prevede che le temperature notturne scenderanno fino a -30 gradi». Queste condizioni estreme si accompagnano a interruzioni diffuse di corrente e riscaldamento, conseguenza di massicci raid aerei russi che hanno danneggiato centrali elettriche, trasformatori e infrastrutture del gas.
Le autorità di Kiev e delle principali città come Kharkiv, Odessa e Dnipro hanno avviato lavori di emergenza per ripristinare il servizio e aperto aree di accoglienza riscaldate. Il comune di Kiev ha segnalato che 613 edifici sono tuttora senza riscaldamento.
Nel corso della stessa riunione, Trump ha elogiato l’impegno del suo inviato speciale Steve Witkoff e del genero Jared Kushner nel cercare una soluzione diplomatica al conflitto. «Steve Witkoff sta lavorando molto duramente, così come Jared e tutti gli altri, e penso che ce la faremo», ha detto il presidente. Riguardo allo stato dei negoziati, lo stesso Witkoff ha riferito: «Abbiamo fatto molti progressi, i colloqui riprenderanno tra circa una settimana» e «molte cose buone stanno avvenendo tra le parti che stanno discutendo l’accordo sui territori».
Sul fronte europeo, l’“Agenda indicativa dei leader 2026” stilata dal presidente del Consiglio europeo António Costa prevede che l’Ucraina «sarà all’ordine del giorno del Consiglio europeo in ogni riunione, per tutto il tempo necessario». Nel documento, il Consiglio si impegna anche a seguire regolarmente i progressi in materia di migrazione e a monitorare gli sviluppi in Medio Oriente. Nello stesso contesto, Zelensky ha ribadito la sua aspirazione di far entrare l’Ucraina nell’Unione europea entro il 2027: «L’ingresso dell’Ucraina nell’Unione europea è una delle principali garanzie di sicurezza non solo per noi, ma per tutta l’Europa. La forza comune dell’Europa è infatti possibile anche grazie al contributo ucraino in termini di sicurezza, tecnologia ed economia».