Le vittime di Jeffrey Epstein hanno rivolto dure critiche nei confronti della decisione del Dipartimento di Giustizia di rendere pubblici i fascicoli dell’ex finanziere. Secondo il loro avvocato, i documenti «vengono presentate come un atto di trasparenza, ma in realtà non fanno altro che esporre le vittime», mettendone a nudo nomi e dettagli mentre restano protetti quelli di chi le avrebbe aggredite: «mentre proteggono quelli degli uomini che hanno abusato di loro».
Tra le carte diffuse figurano anche presunti scambi di email di Ghislaine Maxwell. In uno di questi, inviato a un indirizzo legato a Bill Clinton, la collaboratrice di Epstein avrebbe scritto «sei un vero stallone», «molto dotato». Non è tuttavia chiaro se il destinatario fosse l’ex presidente o un suo collaboratore, visto che il nome non risulta visibile sui documenti. Per anni Clinton ha negato di usare quell’account email e, nelle missive inviate, viene spesso menzionato in terza persona.
Un altro passaggio dei fascicoli riporta un’accusa di stupro rivolta a Donald Trump. In un rapporto dell’Fbi citato da Cnn, una donna indicata solo come Jane Doe avrebbe descritto i presunti abusi subiti e in seguito avviato varie cause legali, ritirate tutte prima del voto del 2016. Nel file l’ex finanziere si mostrerebbe «arrabbiato perché era stato Trump a togliere la verginità a Doe».
Infine, tra i documenti comparirebbe uno scambio di email tra Melania Trump e Ghislaine Maxwell risalente a circa due anni prima che Melania diventasse la terza moglie di Donald Trump. Nei messaggi, riportano media americani, la futura First Lady esprime il suo entusiasmo per un incontro a Palm Beach.