Il Comune di Crans-Montana ha stanziato un milione di franchi (circa 1,1 milioni di euro) per costituire una Fondazione d’aiuto alle vittime dell’incendio del 31 dicembre scorso, tuttora in fase di organizzazione. Nella notte di San Silvestro, il rogo esploso all’interno del discobar “Le Constellation” ha causato 41 vittime e 115 feriti.
“Siamo consapevoli che il denaro non cancellerà nessuna ferita”, recita la nota diffusa dal sindaco Feraud. “Speriamo di poter sostenere le famiglie colpite da questa tragedia e testimoniare la solidarietà della comunità di Crans-Montana”. L’ammontare stanziato equivale infatti a una raccolta di circa 100 franchi per ciascuno dei 10 mila abitanti del Comune; la cifra sale a 130 franchi per persona includendo il contributo del cantone.
Il consiglio comunale ritiene che “la stragrande maggioranza dei residenti di Crans-Montana sia disposta a donare 100 franchi a persona in segno di solidarietà con le famiglie e le persone colpite”. Restano però da definire le modalità di raccolta e i criteri di accesso al fondo. L’importo non sostituirà in alcun modo eventuali risarcimenti danni, “che potranno essere stabiliti successivamente” e che graverebbero significativamente sul bilancio comunale. Se la somma fosse divisa in parti uguali tra le famiglie delle 41 vittime e dei 115 feriti, spetterebbero poco meno di 7 mila euro per beneficiario, importo insufficiente a coprire spese legali e mediche per chi è ancora in condizioni gravi.
Intanto la procura di Sion ha respinto la richiesta di Jessica e Jacques Moretti—titolari di “Le Constellation” e indagati per il rogo—di oscurare la piattaforma online crans.merkt.ch, dove da settimane vengono raccolti video e foto della serata. L’iniziativa, promossa dall’avvocato delle famiglie di alcune vittime Romain Jordan, non costituisce secondo gli inquirenti un’intrusione vietata: “Non è vietato alle parti in causa di raccogliere materiale potenzialmente utile ai fini delle indagini”, ha spiegato la procura, sottolineando che una semplice raccolta di contenuti foto e video non rischia di condizionare i testimoni.