La procura di Parigi, in collaborazione con Europol, ha svolto una perquisizione presso la sede di X France nell’ambito di un’inchiesta avviata all’inizio del 2025. Il provvedimento è collegato ai contenuti pubblicati sulla piattaforma social, di cui Elon Musk è attualmente proprietario. In una nota, la procuratrice Laure Beccuau ha inoltre comunicato che Musk e l’ex direttrice generale di X, Linda Yaccarino, sono stati convocati il 20 aprile “in qualità di gestori di fatto della piattaforma X al momento dei fatti”. L’obiettivo è verificare la conformità del sito alle leggi francesi.
Al centro dell’attenzione giudiziaria sono finiti in particolare alcuni deepfake generati dall’intelligenza artificiale Grok. Uno di questi video, visionato milioni di volte verso la fine del 2025, negava le atrocità delle camere a gas naziste. A denunciarne per primi la gravità erano stati gli attivisti della Lega per i diritti umani, che oggi si dicono soddisfatti per i “odierni sviluppi giudiziari” in Francia. Intanto il Garante britannico per la protezione dei dati ha aperto un’altra indagine nei confronti di X e della controllata xAI, per la diffusione di immagini a sfondo sessuale create sempre da Grok.
In precedenza, lo scorso 12 gennaio, il deputato macroniano ed esperto di cybersicurezza Éric Bothorel aveva segnalato alla procura locale “modifiche dell’algoritmo X” e “apparenti ingerenze nella gestione” del social, denunciando una “riduzione della diversità delle voci e delle opzioni” e definendo il servizio “un vero pericolo e una minaccia per le nostre democrazie”. Il 22 gennaio il responsabile di X France, Laurent Buanec, aveva ribadito che la piattaforma si fonda su “regole rigide, chiare e trasparenti, volte a proteggere la piattaforma dai discorsi di odio” e “lotta alla disinformazione”, argomentazione che però non ha impedito l’avvio delle indagini.
Dal quartier generale di X è giunta una dura replica, pubblicata sul profilo Global Government Affairs del social, in cui si parla di un atto “politicizzato” da parte dei giudici francesi: “Siamo delusi da questo sviluppo, ma non ci sorprende. La procura di Parigi ha dato ampia copertura mediatica a questa misura, dimostrando che costituisce un atto giudiziario abusivo volto a raggiungere obiettivi politici illegittimi anziché promuovere una più equa applicazione della legge, in conformità con i principi di un’amministrazione della giustizia leale e imparziale”.