Scoperto un figlio segreto di Epstein: i Clinton pronti a testimoniare alla Camera Usa

Le autorità statunitensi hanno reso pubbliche milioni di pagine di documenti relativi al caso Jeffrey Epstein, rivelando aspetti inediti della rete di relazioni e delle presunte vicende familiari dell’ex finanziere. Tra le novità più sorprendenti compare l’ipotesi che Epstein possa aver avuto un figlio segreto: una email datata 21 settembre 2011, inviata da Sarah Ferguson […]

Le autorità statunitensi hanno reso pubbliche milioni di pagine di documenti relativi al caso Jeffrey Epstein, rivelando aspetti inediti della rete di relazioni e delle presunte vicende familiari dell’ex finanziere. Tra le novità più sorprendenti compare l’ipotesi che Epstein possa aver avuto un figlio segreto: una email datata 21 settembre 2011, inviata da Sarah Ferguson all’uomo condannato per abusi su minorenni, recita infatti “Ho saputo dal Duca che hai avuto un maschietto. Anche se non ci siamo più sentiti, ti sono sempre vicina con affetto, amicizia e congratulazioni per la nascita del tuo bambino. Sarah xx”. Ufficialmente non risulta dimostrato che Epstein abbia avuto discendenti, benché dopo la sua morte oltre 100 persone abbiano rivendicato una sua paternità per accedere alla sua eredità.

Nel medesimo rilascio di documenti, concepito dal Dipartimento di Giustizia per rispondere a richieste di trasparenza, si sono tuttavia verificati gravi errori di censura: tra le pagine diffuse sono infatti emerse circa 40 fotografie non oscurate che ritraggono giovani donne e adolescenti, molte delle quali minorenni al momento degli abusi, ritratte in interni privati e sull’isola caraibica di Epstein.

Le carte offrono inoltre uno spaccato dei rapporti internazionali dell’ex finanziere. Si conferma la sua stretta amicizia con l’allora principe Andrea del Regno Unito e con Sarah Ferguson, che definiva Epstein “il fratello che avrebbe sempre voluto”. Emergono scambi quotidiani di corrispondenza anche con figure chiave della politica americana e internazionale, tra cui Steve Bannon, consigliere di Donald Trump, e Terje Rød-Larsen, diplomatico norvegese coinvolto negli accordi di Oslo. Secondo i documenti, Epstein riceveva memo riservati del governo britannico da Peter Mandelson e intratteneva rapporti con l’ex ministro francese dell’Economia Bruno Le Maire, talvolta ospitandolo nella sua residenza newyorchese.

Nel frattempo, la vicenda ha investito direttamente l’ex presidente Donald Trump, citato circa 3.200 volte nelle carte. Trump ha minacciato di querelare il comico Trevor Noah, che durante la cerimonia dei Grammy Awards aveva ironizzato su una sua presunta frequentazione dell’“isola degli orrori”, negando però qualsiasi visita: “Non ci sono mai stato”. I documenti mostrano che il suo nome compare sia in articoli condivisi tra Epstein e i suoi contatti sia in email concernenti le elezioni presidenziali del 2016.

Anche gli ex presidenti Bill e Hillary Clinton sono entrati nel mirino degli inquirenti. Dopo mesi di scontro con il repubblicano James Comer, presidente della commissione di Vigilanza della Camera, la coppia ha accettato di testimoniare sotto giuramento nell’inchiesta parlamentare sui rapporti con Epstein. In un’email, i loro legali hanno comunicato che “parteciperanno alle deposizioni in date concordate reciprocamente” e hanno chiesto di sospendere il voto sul loro eventuale oltraggio al Congresso, previsto per mercoledì. Comer ha definito l’offerta “irragionevole”, sostenendo che quattro ore di deposizione sarebbero insufficienti e configurerebbero “un affronto al desiderio di trasparenza del popolo americano”.