Nel corso della cerimonia per la firma della legge di bilancio che ha posto fine allo shutdown, il presidente statunitense Donald Trump ha rivelato un’apertura inaspettata nei confronti di Teheran: “Stiamo negoziando con l’Iran proprio in questo momento”. L’affermazione segue la recente proposta del presidente iraniano Masoud Pezeshkian di avviare colloqui sul programma nucleare, segnalando un potenziale disgelo dopo mesi di tensioni.
A poche ore da queste dichiarazioni, un drone iraniano Shahed-139 è stato abbattuto nel Mar Arabico da un F-35C statunitense. Secondo il Comando centrale degli Stati Uniti (Centcom), l’apparecchio si era avvicinato “aggressivamente” alla portaerei USS Abraham Lincoln, impegnata in navigazione a circa 800 chilometri dalla costa meridionale dell’Iran. Nonostante le ripetute misure di de-escalation adottate dai marines, il velivolo non ha invertito la rotta.
“La USS Abraham Lincoln stava attraversando il Mar Arabico a circa 800 chilometri dalla costa meridionale dell’Iran quando un drone iraniano Shahed-139 ha manovrato inutilmente verso la nave. Il drone iraniano ha continuato a volare verso la nave nonostante le misure di de-escalation adottate dalle forze statunitensi che operano in acque internazionali”, ha dichiarato il capitano Tim Hawkins, portavoce del Centcom. L’abbattimento è avvenuto “per autodifesa, al fine di proteggere la nave e il suo equipaggio”. Non si registrano feriti né danni alle infrastrutture navali.
Hawkins ha poi sottolineato: “Le forze del Centcom operano ai massimi livelli di professionalità e garantiscono la sicurezza del personale, delle navi e degli aerei statunitensi in Medio Oriente. Le continue molestie e minacce iraniane nelle acque internazionali e nello spazio aereo non saranno tollerate. L’aggressione inutile dell’Iran nei pressi delle forze statunitensi, dei partner regionali e delle navi commerciali aumenta i rischi di collisione, errori di calcolo e destabilizzazione regionale.”