Maja T., attivista antifascista, condannata a otto anni per violenza a Budapest

La corte ungherese ha inflitto otto anni di reclusione a Maja T., attivista antifascista tedesca di 25 anni, ritenuta responsabile di violenze commesse l’11 febbraio 2023 a margine del “Giorno dell’onore”, un raduno neonazista tenutosi a Budapest. L’imputata era accusata insieme ad altri 19 attivisti europei di aver aggredito con manganelli nove militanti di estrema […]

La corte ungherese ha inflitto otto anni di reclusione a Maja T., attivista antifascista tedesca di 25 anni, ritenuta responsabile di violenze commesse l’11 febbraio 2023 a margine del “Giorno dell’onore”, un raduno neonazista tenutosi a Budapest. L’imputata era accusata insieme ad altri 19 attivisti europei di aver aggredito con manganelli nove militanti di estrema destra. Secondo l’accusa, le lesioni contestate potevano risultare “potenzialmente mortali”, circostanza per la quale la pena prevista poteva arrivare fino a 24 anni di reclusione.

Maja T. era stata arrestata in un ostello di Berlino nel dicembre 2023 e trasferita nel carcere di Dresda. Nella notte del 28 giugno 2024 è avvenuto il trasferimento a Budapest tramite un’operazione notturna: l’attivista è stata imbarcata su un elicottero, consegnata alla polizia austriaca e poi condotta in auto al confine ungherese. L’intervento ha preso di sorpresa la Corte costituzionale federale di Karlsruhe, che pochi giorni dopo avrebbe dichiarato illegittima l’estradizione, ma ormai troppo tardi.

Durante la detenzione in Ungheria, Maja T. ha potuto uscire dalla cella solo ammanettata e ha denunciato che “gli agenti effettuavano ispezioni della mia cella ogni ora, anche di notte”. Ha inoltre raccontato di essere stata sottoposta a perquisizioni intime, durante le quali doveva spogliarsi completamente.