Elon Musk ha definito “tiranno e traditore del popolo spagnolo” il premier iberico Pedro Sánchez in un post sulla sua piattaforma X, criticando la proposta di vietare ai minori di 16 anni l’accesso ai social network in Spagna. L’annuncio, avanzato durante il World Government Summit di Dubai, prevede l’obbligo per le grandi aziende tecnologiche, tra cui X, di adottare sistemi efficaci di verifica dell’età degli utenti.
Secondo Sánchez, «i nostri figli sono esposti a uno spazio di dipendenza, abusi, violenza, pornografia, manipolazione. Proteggeremo i nostri ragazzi dal far west digitale». L’obiettivo dichiarato è ridurre i rischi legati all’uso precoce dei social media.
La misura spagnola si inserisce in un contesto internazionale in cui diverse nazioni hanno già adottato regole analoghe. In Francia l’età minima per iscriversi alle piattaforme è stata fissata a 15 anni, subordinando l’attivazione degli account al consenso dei genitori. L’Australia, prima a introdurre un simile vincolo, vieta ai minori di 16 anni la creazione o il mantenimento di profili su Facebook, Instagram, TikTok, Snapchat, YouTube e X, con sanzioni che possono raggiungere decine di migliaia di dollari in caso di inadempienza. Anche il Portogallo sta valutando restrizioni paragonabili.
Parallelamente, la procura di Parigi ha perquisito gli uffici di X France nell’ambito di un’inchiesta avviata all’inizio del 2025. Condotta dalla sezione anticybercrime francese insieme a Europol, l’operazione mira a esaminare il funzionamento degli algoritmi della piattaforma e i deepfake prodotti da Grok. La sede legale di X si trova in Irlanda, mentre X France si occupa esclusivamente di comunicazione e pubbliche relazioni.