India, tre sorelle precipitano dal nono piano dopo il divieto di usare il telefono

A Ghaziabad, in India, tre sorelle di 16, 14 e 12 anni sono morte dopo essersi gettate dal nono piano dell’edificio in cui vivevano con i genitori. Secondo quanto riportato da People, che cita Ndtv e Press Trust of India, le ragazze avrebbero sviluppato una dipendenza da un gioco online e di recente era stato […]

A Ghaziabad, in India, tre sorelle di 16, 14 e 12 anni sono morte dopo essersi gettate dal nono piano dell’edificio in cui vivevano con i genitori. Secondo quanto riportato da People, che cita Ndtv e Press Trust of India, le ragazze avrebbero sviluppato una dipendenza da un gioco online e di recente era stato loro impedito di usare il telefono cellulare. È in corso un’indagine sulla dinamica dell’accaduto, con l’ipotesi anche di una sfida estrema lanciata via internet.

Il padre, distrutto dal dolore, ha reso noto di aver trovato una lettera di addio di otto pagine lasciata dalle figlie. “Hanno detto: ‘Papà, ci dispiace, la Corea è la nostra vita, la Corea è il nostro amore più grande, qualunque cosa tu dica, non possiamo rinunciarci. Quindi ci stiamo uccidendo’. Questo non dovrebbe succedere a nessun genitore o bambino”, ha dichiarato, aggiungendo che nel testo le ragazze avrebbero scritto anche: “Avete cercato di allontanarci dai coreani, ma ora sapete quanto li amiamo”.

Il vice commissario di polizia Nimish Patel ha precisato che “negli ultimi giorni è stato loro negato l’accesso al telefono cellulare, una restrizione che sembra averle colpite”. La dipendenza dal dispositivo, secondo gli investigatori, sarebbe iniziata durante la pandemia di Covid-19. Dopo qualche tempo, le ragazze avevano cominciato a frequentare la scuola in modo irregolare, per poi smettere del tutto.

L’ossessione delle sorelle riguardava in particolare un “gioco coreano che prevedeva una serie di compiti”, cui avrebbero giocato “da due anni e mezzo o tre”, come ha riferito il padre. Sempre nel corso delle indagini è emerso che le giovani trascorrevano gran parte delle giornate chiuse in una stanza, impegnate in giochi di ruolo e sfide sempre più estreme.