La Commissione europea ha comunicato le conclusioni preliminari di un’indagine secondo cui TikTok potrebbe violare il Digital Services Act a causa di alcune scelte di design ritenute “avvincenti” e potenzialmente dannose per utenti di tutte le età, con particolare riguardo a minori e persone vulnerabili.
Secondo l’esecutivo Ue, il social basato sui video brevi non avrebbe valutato in modo adeguato gli effetti sul benessere fisico e mentale derivanti da meccanismi come lo scroll infinito, la riproduzione automatica, un algoritmo fortemente personalizzato e le notifiche push. Queste funzionalità, sostiene la Commissione, alimentano un utilizzo compulsivo della piattaforma.
Nella nota pubblicata dall’Unione, si legge che, “premiando costantemente gli utenti con nuovi contenuti, alcune funzionalità di TikTok alimentano la voglia di continuare a scorrere sullo schermo e mettono il cervello in modalità pilota automatico”. Un comportamento che potrebbe ridurre l’autocontrollo e favorire atteggiamenti compulsivi. Inoltre, l’analisi preliminare denuncia la mancata considerazione di indicatori di sovrautilizzo, come il tempo trascorso di notte dai minorenni sull’app o la frequenza di apertura della stessa.
La Commissione sottolinea che “Sembra che TikTok non riesca a implementare misure ragionevoli, proporzionate ed efficaci per mitigare i rischi derivanti dal suo design avvincente”. Tra gli strumenti di protezione individuati, il parental control è giudicato troppo complesso da configurare, mentre le funzionalità di gestione del tempo sullo schermo risultano facili da ignorare.
Bruxelles invita quindi a modifiche strutturali: disattivare le opzioni considerate più dipendenza-generanti, introdurre pause obbligatorie e rivedere il funzionamento dell’algoritmo. In caso di conferma delle violazioni, TikTok rischierebbe sanzioni fino al 6% del fatturato annuo.
L’azienda ha ora la possibilità di rispondere per iscritto alle osservazioni dell’Unione. Nel contempo, l’indagine riguarda altri aspetti, tra cui l’effetto “rabbit hole” della navigazione compulsiva e l’accesso ai dati pubblici. La verifica sulla trasparenza della pubblicità, invece, si è conclusa con impegni vincolanti da rispettare entro dicembre 2025.
“Le indagini preliminari della Commissione descrivono la nostra piattaforma in modo completamente falso e privo di fondamento e adotteremo tutto il necessario per contrastare tali accuse con ogni mezzo a nostra disposizione”, ha commentato un portavoce di TikTok.