Carenza di materiali blocca gli interventi negli ospedali cubani: mancano antibiotici e garze

L’isola di Cuba sta affrontando un peggioramento della crisi economico-sociale, con gravi ripercussioni sui servizi sanitari, sui trasporti e sul settore turistico. Le difficoltà sono state attribuite in larga parte all’embargo statunitense sul petrolio, le cui restrizioni potrebbero, secondo il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, trasformarsi in un «aggravarsi fino al collasso» della […]

L’isola di Cuba sta affrontando un peggioramento della crisi economico-sociale, con gravi ripercussioni sui servizi sanitari, sui trasporti e sul settore turistico. Le difficoltà sono state attribuite in larga parte all’embargo statunitense sul petrolio, le cui restrizioni potrebbero, secondo il Segretario generale delle Nazioni Unite Antonio Guterres, trasformarsi in un «aggravarsi fino al collasso» della situazione umanitaria. Guterres si è detto «estremamente preoccupato» per l’impatto delle sanzioni sulla popolazione cubana.

Nel comparto sanitario, medici di vari ospedali e centri sanitari hanno segnalato l’esaurimento di farmaci essenziali quali antidolorifici, antipertensivi e antibiotici, oltre alla carenza di fluidi per infusione, cateteri e garze. A causa di questa carenza di materiali di base, tutte le operazioni chirurgiche sono state temporaneamente sospese.

Anche il trasporto pubblico è stato drasticamente ridotto: fonti locali indicano che dal municipio di Las Tunas parte un solo autobus giornaliero per L’Avana. Parallelamente, il turismo, settore chiave per le entrate in valuta estera, sta registrando contraccolpi. I media nazionali hanno documentato la chiusura improvvisa degli hotel di Cayo Santa María e il trasferimento degli ospiti in altre strutture, decisione che ha colto di sorpresa dipendenti e visitatori, senza alcuna motivazione ufficiale.

Per far fronte alla penuria di carburante, il vice primo ministro Oscar Pérez-Oliva Fraga ha annunciato il razionamento delle vendite. Illustrando la misura, ha spiegato: “Con carburante insufficiente, non possiamo mantenere i livelli di vendita delle settimane precedenti e, pertanto, ci saranno alcune limitazioni. Con il miglioramento della situazione, le consegne torneranno alla normalità”. Durante una riunione straordinaria del Consiglio dei ministri è stato stabilito che le «attività amministrative essenziali» opereranno dal lunedì al giovedì, mentre il governo darà priorità a «servizi essenziali», produzione di elettricità, sanità, difesa e a «quanto occorre per garantire la sostenibilità di quei settori che generano entrate in valuta estera», in particolare il turismo.

Nonostante l’embargo, gli Stati Uniti hanno stanziato 6 milioni di dollari per beni di prima necessità, gestiti attraverso la Chiesa cattolica locale e la Caritas, ritenuta da Washington una via efficace per evitare interferenze governative nel processo di distribuzione. Anche il Messico ha annunciato l’invio di aiuti umanitari all’intera popolazione cubana, a esclusione del petrolio. «Non vogliamo sanzioni per il Messico ma abbiamo avviato un processo di dialogo e nel frattempo invieremo aiuti umanitari», ha affermato la presidente Claudia Sheinbaum, precisando che gli aiuti, coordinati con l’ambasciatore di Cuba in Messico, comprenderanno «alimenti e altri generi di prima necessità».