Addio ad Antonino Zichichi, maestro della fisica italiana e protagonista della ricerca internazionale

È morto questa mattina, lunedì 9 febbraio, all’età di 96 anni, il professor Antonino Zichichi, tra i più autorevoli fisici italiani del Novecento e figura di riferimento nella comunità scientifica internazionale. Nato a Trapani nel 1929, da un’antica famiglia ericina, si è spento serenamente nel sonno, circondato dall’affetto dei suoi cari. Lascia tre figli, cinque […]

È morto questa mattina, lunedì 9 febbraio, all’età di 96 anni, il professor Antonino Zichichi, tra i più autorevoli fisici italiani del Novecento e figura di riferimento nella comunità scientifica internazionale. Nato a Trapani nel 1929, da un’antica famiglia ericina, si è spento serenamente nel sonno, circondato dall’affetto dei suoi cari. Lascia tre figli, cinque nipoti e una pronipote.

Professore emerito di Fisica Superiore all’Università di Bologna, Zichichi ha dedicato la sua vita allo studio delle particelle elementari, contribuendo in modo decisivo allo sviluppo della fisica delle alte energie. Nel 1965, al CERN di Ginevra, guidò il gruppo di ricerca che osservò per la prima volta l’antideutone, una particella di antimateria composta da un antiprotone e un antineutrone. Un risultato che segnò una tappa fondamentale nello studio dell’antimateria nucleare.

Dopo gli anni della formazione a Palermo, la sua carriera si sviluppò tra i più importanti laboratori del mondo, dal Fermilab di Chicago allo stesso CERN. Tra i suoi contributi scientifici si ricordano la produzione di coppie di mesoni pesanti con stranezza positiva e negativa, prova cruciale dell’esistenza del numero quantico di stranezza nel mondo subnucleare, e studi innovativi sull’energia effettiva nella cromodinamica quantistica (QCD). Fu anche inventore di nuove tecnologie sperimentali, tra cui un circuito elettronico per la misura dei tempi di volo delle particelle e sistemi avanzati per la realizzazione di campi magnetici polinomiali ad alta precisione.

Il nome di Antonino Zichichi è legato a grandi progetti della fisica contemporanea: dal LEP all’LHC al CERN, fino a HERA al DESY in Germania. Ma il suo contributo più significativo per l’Italia resta la concezione e la realizzazione dei Laboratori Nazionali del Gran Sasso dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (INFN), oggi tra i centri di ricerca sotterranei più importanti al mondo. Presidente dell’INFN dal 1977 al 1982, lavorò al rafforzamento dell’ente e alla crescita delle infrastrutture scientifiche nazionali.

Nel 1963 fondò a Erice il Centro Interdisciplinare per la Cultura Scientifica “Ettore Majorana”, che trasformò la cittadina siciliana in un punto di incontro internazionale tra scienziati di ogni provenienza. Qui nacque nel 1982 la Dichiarazione di Erice per la Pace, documento che promuoveva la cooperazione scientifica come strumento di dialogo e distensione tra i popoli, in piena Guerra Fredda.

Il suo impegno non si limitò alla ricerca pura. Zichichi fu presidente della Società Europea di Fisica, guidò il Comitato NATO per le Tecnologie di Disarmo, rappresentò la Comunità Economica Europea nel Comitato Scientifico del Centro Internazionale di Scienza e Tecnologia di Mosca e, dal 1986, presiedette il World Lab, associazione impegnata a sostenere progetti scientifici nei Paesi in via di sviluppo. È stato inoltre presidente della World Federation of Scientists e del Museo Storico della Fisica e Centro Studi e Ricerche “Enrico Fermi”.

Nel corso della sua lunga carriera ha ricevuto oltre sessanta premi e onorificenze in Italia e all’estero, riconoscimenti che testimoniano l’ampiezza del suo contributo scientifico e istituzionale.

Con la sua scomparsa, la fisica italiana perde uno dei suoi protagonisti più energici e visionari. Antonino Zichichi è stato non solo uno scienziato di primo piano, ma anche un instancabile promotore del dialogo tra scienza, cultura e società, convinto che la ricerca fondamentale rappresenti un pilastro irrinunciabile per il progresso dell’umanità. La sua eredità continuerà a vivere nei laboratori, nei progetti e nelle generazioni di ricercatori che ha formato e ispirato.