Iran, sei anni di reclusione aggiuntiva e confino in Khorasan per la Nobel Narges Mohammadi

Un tribunale iraniano ha inflitto a Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace 2023, una pena aggiuntiva di sei anni di reclusione con l’accusa di “associazione e collusione per commettere reati” e un’ulteriore condanna di un anno e mezzo per propaganda contro il sistema. Lo ha reso noto su X l’avvocato della dissidente, Mostafa Nili, […]

Un tribunale iraniano ha inflitto a Narges Mohammadi, premio Nobel per la Pace 2023, una pena aggiuntiva di sei anni di reclusione con l’accusa di “associazione e collusione per commettere reati” e un’ulteriore condanna di un anno e mezzo per propaganda contro il sistema. Lo ha reso noto su X l’avvocato della dissidente, Mostafa Nili, e confermato all’Afp.

Oltre al prolungamento della detenzione, Mohammadi dovrà scontare due anni di esilio interno nella città di Khosf, nella provincia del Khorasan meridionale, e sarà sottoposta a un divieto di espatrio per un periodo analogo. Queste misure si aggiungono alla pena complessiva di 13 anni e nove mesi già in corso per accuse di sicurezza nazionale.

La 53enne era stata arrestata nel dicembre 2025, insieme ad altri attivisti, durante la cerimonia funebre di Khosrow Alikordi a Mashhad. Alikordi, avvocato impegnato nella difesa dei diritti umani, era stato trovato senza vita in circostanze mai chiarite. Dopo l’arresto, Mohammadi è stata trasferita nel carcere di Mashhad e posta in isolamento; recentemente ha inoltre intrapreso uno sciopero della fame.

Da tempo protagonista di una costante battaglia per le libertà civili, con un’attenzione particolare ai diritti delle donne, Mohammadi ha già affrontato ripetute detenzioni a partire dal 2015. Non vede i suoi due figli gemelli, oggi residenti a Parigi, dallo stesso anno.