Dal 2004 al 2024 dimezzate le nozze nel Comune di Venezia. Crollano i riti religiosi, tengono i civili. Intanto cresce il ricorso a siti di incontri e agenzie matrimoniali, ma aumentano anche le contestazioni.
A Venezia ci si sposa sempre meno. I numeri parlano chiaro e raccontano una trasformazione profonda della società: in vent’anni i matrimoni nel Comune si sono praticamente dimezzati, con un tracollo soprattutto delle celebrazioni religiose. Parallelamente, però, non si arresta il desiderio di relazione: un numero crescente di coppie nasce online, tra social network, app di incontri e agenzie matrimoniali. E non mancano le polemiche.
I dati: matrimoni dimezzati dal 2004 al 2024
Secondo le rilevazioni Istat, nel 2004 a Venezia si erano celebrati 613 matrimoni religiosi e 1.028 civili, per un totale di 1.641 unioni. Già nel 2008 si registrava una flessione (508 religiosi e 1.008 civili), ma è negli anni successivi che il calo è diventato evidente.
Nel 2024 le nozze in chiesa sono scese a 173, con una diminuzione del 71% rispetto a vent’anni prima. I matrimoni civili sono 645 (-37%). Complessivamente si è passati da 1.641 a 818 celebrazioni: un taglio netto del 50%, trascinato soprattutto dalla crisi del rito religioso.
La tendenza è simile anche in provincia. I matrimoni religiosi sono crollati da 1.986 a 544 (-72%), mentre quelli civili sono scesi in modo più contenuto, da 1.901 a 1.762 (-7,3%). Un segnale evidente di come il modello tradizionale di famiglia stia cambiando, pur senza scomparire del tutto.
Relazioni online: un terzo delle coppie nasce sul web
Se il matrimonio è in crisi, la voglia di relazione non sembra affatto sparita. Secondo dati nazionali, ormai circa un terzo delle coppie – soprattutto tra gli under 50 – si conosce online, attraverso social network, piattaforme digitali o agenzie specializzate.
A Mestre e nel Veneziano cresce il numero di persone che si affidano a siti di incontri, sia per relazioni serie e durature sia per conoscenze più occasionali. Ma insieme alle iscrizioni aumentano anche le delusioni.
All’Adico, associazione che tutela i consumatori, il servizio legale registra un incremento di segnalazioni legate a contratti ritenuti troppo onerosi o a servizi considerati insoddisfacenti. Uomini e donne, giovani e meno giovani, contestano abbonamenti da migliaia di euro per agenzie matrimoniali o piattaforme digitali che non avrebbero mantenuto le promesse iniziali.
Tra solitudine e nuove aspettative di coppia
«Non possiamo fare analisi sociologiche – spiega Carlo Garofolini, presidente di Adico – ma possiamo raccontare quello che vediamo ogni giorno nei nostri uffici. Arrivano ragazzi molto giovani che lamentano esperienze negative con siti dedicati agli incontri o con agenzie matrimoniali. Restiamo colpiti dal cambiamento della socialità e del concetto stesso di famiglia».
Secondo Garofolini, il quadro è complesso: da un lato cresce la difficoltà nel trovare un partner compatibile, dall’altro aumentano le aspettative individuali. «Oggi si tende a cercare online una persona con caratteristiche molto precise: non fumatore, sportivo, amante degli animali. Si prova a ridurre il rischio di incompatibilità future. Ma tutto questo racconta anche una certa fatica nel costruire relazioni durature».
A incidere sono anche i dati sui divorzi e sulle separazioni, che evidenziano come molte coppie tradizionali attraversino fasi di forte crisi. Sempre più persone, soprattutto sotto i 50 anni, sembrano preferire restare single piuttosto che impegnarsi in un’unione percepita come potenzialmente instabile.
Addio al “colpo di fulmine”?
Il matrimonio, sia civile che religioso, non rappresenta più un passaggio obbligato. Le convivenze aumentano, l’età media delle nozze si alza e la decisione di sposarsi appare sempre più ponderata e meno istintiva.
Forse il “colpo di fulmine” non è scomparso, ma si confronta con un contesto sociale profondamente mutato: meno luoghi di socializzazione tradizionale, più interazioni digitali, maggiore autonomia individuale e una diversa idea di felicità personale.
A Venezia, come nel resto d’Italia, la famiglia non sparisce ma cambia forma. E mentre i matrimoni calano, la ricerca dell’amore – tra app, chat e agenzie – continua, tra speranze, aspettative e, talvolta, qualche inevitabile disillusione.Dal 2004 al 2024 dimezzate le nozze nel Comune di Venezia. Crollano i riti religiosi, tengono i civili. Intanto cresce il ricorso a siti di incontri e agenzie matrimoniali, ma aumentano anche le contestazioni.
A Venezia ci si sposa sempre meno. I numeri parlano chiaro e raccontano una trasformazione profonda della società: in vent’anni i matrimoni nel Comune si sono praticamente dimezzati, con un tracollo soprattutto delle celebrazioni religiose. Parallelamente, però, non si arresta il desiderio di relazione: un numero crescente di coppie nasce online, tra social network, app di incontri e agenzie matrimoniali. E non mancano le polemiche.
I dati: matrimoni dimezzati dal 2004 al 2024
Secondo le rilevazioni Istat, nel 2004 a Venezia si erano celebrati 613 matrimoni religiosi e 1.028 civili, per un totale di 1.641 unioni. Già nel 2008 si registrava una flessione (508 religiosi e 1.008 civili), ma è negli anni successivi che il calo è diventato evidente.
Nel 2024 le nozze in chiesa sono scese a 173, con una diminuzione del 71% rispetto a vent’anni prima. I matrimoni civili sono 645 (-37%). Complessivamente si è passati da 1.641 a 818 celebrazioni: un taglio netto del 50%, trascinato soprattutto dalla crisi del rito religioso.
La tendenza è simile anche in provincia. I matrimoni religiosi sono crollati da 1.986 a 544 (-72%), mentre quelli civili sono scesi in modo più contenuto, da 1.901 a 1.762 (-7,3%). Un segnale evidente di come il modello tradizionale di famiglia stia cambiando, pur senza scomparire del tutto.
Relazioni online: un terzo delle coppie nasce sul web
Se il matrimonio è in crisi, la voglia di relazione non sembra affatto sparita. Secondo dati nazionali, ormai circa un terzo delle coppie – soprattutto tra gli under 50 – si conosce online, attraverso social network, piattaforme digitali o agenzie specializzate.
A Mestre e nel Veneziano cresce il numero di persone che si affidano a siti di incontri, sia per relazioni serie e durature sia per conoscenze più occasionali. Ma insieme alle iscrizioni aumentano anche le delusioni.
All’Adico, associazione che tutela i consumatori, il servizio legale registra un incremento di segnalazioni legate a contratti ritenuti troppo onerosi o a servizi considerati insoddisfacenti. Uomini e donne, giovani e meno giovani, contestano abbonamenti da migliaia di euro per agenzie matrimoniali o piattaforme digitali che non avrebbero mantenuto le promesse iniziali.
Tra solitudine e nuove aspettative di coppia
«Non possiamo fare analisi sociologiche – spiega Carlo Garofolini, presidente di Adico – ma possiamo raccontare quello che vediamo ogni giorno nei nostri uffici. Arrivano ragazzi molto giovani che lamentano esperienze negative con siti dedicati agli incontri o con agenzie matrimoniali. Restiamo colpiti dal cambiamento della socialità e del concetto stesso di famiglia».
Secondo Garofolini, il quadro è complesso: da un lato cresce la difficoltà nel trovare un partner compatibile, dall’altro aumentano le aspettative individuali. «Oggi si tende a cercare online una persona con caratteristiche molto precise: non fumatore, sportivo, amante degli animali. Si prova a ridurre il rischio di incompatibilità future. Ma tutto questo racconta anche una certa fatica nel costruire relazioni durature».
A incidere sono anche i dati sui divorzi e sulle separazioni, che evidenziano come molte coppie tradizionali attraversino fasi di forte crisi. Sempre più persone, soprattutto sotto i 50 anni, sembrano preferire restare single piuttosto che impegnarsi in un’unione percepita come potenzialmente instabile.
Addio al “colpo di fulmine”?
Il matrimonio, sia civile che religioso, non rappresenta più un passaggio obbligato. Le convivenze aumentano, l’età media delle nozze si alza e la decisione di sposarsi appare sempre più ponderata e meno istintiva.
Forse il “colpo di fulmine” non è scomparso, ma si confronta con un contesto sociale profondamente mutato: meno luoghi di socializzazione tradizionale, più interazioni digitali, maggiore autonomia individuale e una diversa idea di felicità personale.
A Venezia, come nel resto d’Italia, la famiglia non sparisce ma cambia forma. E mentre i matrimoni calano, la ricerca dell’amore – tra app, chat e agenzie – continua, tra speranze, aspettative e, talvolta, qualche inevitabile disillusione.