Approvato dall’Europarlamento l’elenco dei Paesi ritenuti sicuri per i migranti

L’Europarlamento ha approvato due modifiche al regolamento europeo sulle procedure d’asilo con l’obiettivo di snellire i tempi di valutazione delle domande di protezione. Le novità principali riguardano l’istituzione di un elenco di Paesi di origine considerati sicuri e l’ampliamento del concetto di «Paese terzo sicuro». Secondo la prima riforma, Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco […]

L’Europarlamento ha approvato due modifiche al regolamento europeo sulle procedure d’asilo con l’obiettivo di snellire i tempi di valutazione delle domande di protezione. Le novità principali riguardano l’istituzione di un elenco di Paesi di origine considerati sicuri e l’ampliamento del concetto di «Paese terzo sicuro».

Secondo la prima riforma, Bangladesh, Colombia, Egitto, Kosovo, India, Marocco e Tunisia—insieme agli Stati candidati all’adesione all’Ue—entrano a far parte della lista dei Paesi di origine sicuri. Le istanze presentate dai cittadini di questi Paesi saranno sottoposte a una procedura accelerata, dalla quale il richiedente potrà esimersi soltanto dimostrando un timore fondato di persecuzione o il rischio di gravi danni in caso di rimpatrio.

La Commissione europea avrà il compito di monitorare costantemente la situazione nei Paesi inseriti nell’elenco e potrà proporne la rimozione definitiva. Nel frattempo, gli Stati membri conserveranno la facoltà di aggiungere ulteriori Paesi di origine sicuri a livello nazionale, fatte salve eventuali esclusioni adottate a livello europeo.

La seconda modifica introduce criteri più rigorosi per dichiarare inammissibile una domanda di asilo sulla base del concetto di «Paese terzo sicuro». Gli Stati potranno respingere le istanze quando ricorra almeno una delle seguenti condizioni: esistenza di un legame con il Paese terzo (familiari, precedenti soggiorni), transito in un Paese terzo dove era possibile richiedere protezione, o esistenza di un accordo bilaterale, multilaterale o Ue con quel Paese. La norma non si applica ai minori non accompagnati.

Inoltre, la nuova legislazione autorizza gli Stati membri a stipulare intese con Paesi terzi per esaminare le richieste di asilo direttamente sul loro territorio, creando così punti di valutazione esterni all’Ue.

Il Parlamento ha dato il via libera con due votazioni distinte: la relazione dell’eurodeputato di Fratelli d’Italia Alessandro Ciriani per la creazione dell’elenco dei Paesi di origine sicuri è passata con 408 voti favorevoli, 184 contrari e 60 astensioni; quella della popolare tedesca Lena Dupont sul concetto di Paese terzo sicuro ha ottenuto 396 sì, 226 no e 30 astensioni.

Sull’esito del voto si è espresso il ministro dell’Interno italiano, Matteo Piantedosi: “L’approvazione dei due regolamenti europei relativi alla lista e al concetto di Paese terzo sicuro è un grande successo del governo italiano che ha saputo con determinazione e convinzione far valere le proprie posizioni in materia di migrazione in Europa”. E ancora: “La definizione della lista europea dei Paesi terzi sicuri è in linea con i provvedimenti già adottati dall’Italia, dove compaiono oltre ai Paesi candidati alla adesione anche Paesi quali Egitto, Tunisia e Bangladesh. Il concetto di ‘Paese terzo sicuro’ introduce criteri più chiari che consentiranno agli Stati di valutare l’inammissibilità della domanda di asilo, qualora il richiedente abbia transitato in un Paese terzo sicuro nel quale avrebbe potuto ottenere una protezione effettiva. Finalmente la svolta chiesta dall’Italia in materia di immigrazione c’è stata”.