Caso Epstein, Carlo III fornirà alla polizia chiarimenti sul coinvolgimento di Andrea; segretario del gabinetto britannico verso le dimissioni

Re Carlo III e Buckingham Palace hanno confermato la loro disponibilità a collaborare con le autorità di polizia nelle indagini su presunte condivisioni di informazioni riservate tra l’ex principe Andrea, ora Andrew Mountbatten-Windsor, e il finanziere Jeffrey Epstein. In un comunicato, il palazzo ha dichiarato: “se la Thames Valley Police ci contatterà, saremo pronti a […]

Re Carlo III e Buckingham Palace hanno confermato la loro disponibilità a collaborare con le autorità di polizia nelle indagini su presunte condivisioni di informazioni riservate tra l’ex principe Andrea, ora Andrew Mountbatten-Windsor, e il finanziere Jeffrey Epstein. In un comunicato, il palazzo ha dichiarato: “se la Thames Valley Police ci contatterà, saremo pronti a sostenerla come ci si aspetterebbe”. Gli inquirenti stanno valutando segnalazioni che avrebbero indicato l’ex duca di York come fonte di documenti governativi trasmessi a Epstein tra il 2010 e il 2011.

Negli Stati Uniti, due deputati, il democratico Ro Khanna e il repubblicano Thomas Massie, hanno reso noto che il Dipartimento di Giustizia avrebbe oscurato i nomi di almeno sei persone coinvolte nel caso Epstein. Dopo aver confrontato versioni censurate e integrali dei documenti del finanziere, i parlamentari hanno chiesto al ministero guidato da Pam Bondi di rimuovere gli omissis entro un termine prestabilito, riservandosi la possibilità di presentarne il contenuto, con tanto di nomi, in una seduta della Camera per avvalersi dell’immunità.

Anche a Londra il caso Epstein ha provocato scosse nel governo. Fonti del Guardian segnalano che Chris Wormald, segretario del gabinetto e capo della funzione pubblica, potrebbe annunciare a breve le dimissioni, dopo le polemiche nate su un documento interno del governo del 2009 che, secondo alcune ricostruzioni, l’ex ambasciatore britannico negli Stati Uniti Peter Mandelson avrebbe inoltrato a Epstein durante il mandato di ministro per le imprese.

Nelle scorse settimane, Downing Street ha già registrato due uscite eccellenti: Morgan McSweeney, capo del gabinetto di Starmer, e Tim Allan, direttore delle comunicazioni, si sono dimessi in seguito alle accuse di cattiva gestione del caso. Lo scandalo ha investito anche la Francia, dove l’ex ministro della Cultura Jack Lang ha lasciato l’incarico. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha intanto rafforzato i controlli interni per contenere le ripercussioni politiche e salvaguardare l’immagine del partito laburista.