Preoccupazioni di William e Kate per i documenti di Epstein | Andrea sotto accusa per la trasmissione di informazioni riservate all’ex finanziere

I duchi di Cambridge hanno espresso “profonda preoccupazione” per le “continue rivelazioni” emerse dai documenti legati allo scandalo di Jeffrey Epstein. In una nota di Kensington Palace, William e Kate hanno voluto sottolineare che il loro pensiero è “rivolto alle vittime” della vicenda, evitando però ogni riferimento esplicito a reazioni o commenti sull’ex principe Andrea. […]

I duchi di Cambridge hanno espresso “profonda preoccupazione” per le “continue rivelazioni” emerse dai documenti legati allo scandalo di Jeffrey Epstein. In una nota di Kensington Palace, William e Kate hanno voluto sottolineare che il loro pensiero è “rivolto alle vittime” della vicenda, evitando però ogni riferimento esplicito a reazioni o commenti sull’ex principe Andrea.

Le nuove carte pubblicate negli Stati Uniti vantano dettagli fino ad oggi inediti sul rapporto tra Epstein e i suoi contatti. Tra questi figurano email, acquisite dal dipartimento di Giustizia statunitense, che invitano a sospettare come Andrew, all’epoca inviato del Regno Unito per il commercio internazionale, abbia condiviso con l’ex finanziere rapporti riservati e persino l’itinerario di un viaggio compiuto nel Sud-Est asiatico nel 2010, toccando Hanoi, Saigon, Singapore, Kuala Lumpur e Hong Kong. La Thames Valley Police, la forza che presidia l’area a ovest di Londra inclusa la residenza di Royal Lodge, ha confermato di stare “valutando le accuse” relative a questi scambi di corrispondenza.

Il nuovo capitolo delle rivelazioni arriva mentre l’ex duca di York affronta conseguenze interne: re Carlo III ha accelerato il trasferimento di Andrew dalla storica dimora di Royal Lodge, vicino al castello di Windsor, alla tenuta di Sandringham, dove l’ex principe abiterà temporaneamente a Wood Farm Cottage in attesa della conclusione dei lavori nella sua futura residenza.

Il caso Epstein continua a riversare ombre sul palazzo e sulle attività internazionali dei Windsor. Nei giorni scorsi il principe Edoardo, intervenendo al World Governments Summit di Dubai, aveva rotto il riserbo dichiarando che “è necessario ricordare le vittime” dello scandalo e sottolineando che “sono state moltissime”. Ancora martedì scorso, durante una visita a Dedham nell’Essex, Carlo III è stato contestato da alcuni cittadini che hanno associato il monarca alle polemiche sollevate dal coinvolgimento del fratello.

Anche il governo britannico si trova sotto pressione. Il premier Keir Starmer è finito al centro delle critiche per la nomina del suo ex ministro Peter Mandelson come ambasciatore a Washington: Mandelson è indagato da Scotland Yard per i suoi legami con Epstein. Nonostante le dimissioni del capo di gabinetto Morgan McSweeney e del direttore della comunicazione Tim Allan, Downing Street ha escluso un passo indietro da parte del primo ministro, confermando che Starmer resta “di buon umore e fiducioso” e dispone del sostegno unanime del governo.