L’iniziativa Recovery Sound Art porta la musica dal vivo nei reparti ospedalieri, nelle residenze sanitarie assistenziali e nei centri diurni dell’Aquila e del Cratere. Promosso dall’Istituzione Sinfonica Abruzzese in collaborazione con il Conservatorio “A. Casella”, il progetto prevede diciotto appuntamenti da febbraio a maggio, inseriti nel calendario ufficiale de L’Aquila Capitale italiana della Cultura 2026.
La rassegna è stata inaugurata con Le Quattro Stagioni di Antonio Vivaldi nell’atrio dell’ospedale San Salvatore, dove il violino solista Ettore Pellegrino e i Cameristi dell’ISA – Maddalena Pippa, Antonio Scolletta, Luigi Gagliano, Andrea Crisante, Massimo Ceccarelli e Gianluca Persichetti – hanno trasformato l’ambiente in uno spazio di condivisione. “Le note vivaldiane hanno dimostrato come la musica possa diventare parte integrante dei percorsi di cura”, spiegano gli organizzatori.
Ogni concerto si apre con una prolusione a cura di Grazia Pezzopane, docente di Musicoterapia, e del musicologo Gianluca Sulli, per illustrare il valore terapeutico delle scelte musicali. Al termine, il “Question Time Musicale” elimina la tradizionale separazione tra palco e platea, invitando pazienti, familiari, medici e volontari a dialogare direttamente con gli artisti.
Nei prossimi mesi il cartellone prevede:
• Marzo: brani di Mozart nelle strutture di Scoppito, Fontecchio e Ofena
• Aprile: pagine di Paganini e le suggestioni sudamericane di Piazzolla
• Maggio: omaggio alla tradizione vocale italiana da Scarlatti alle romanze di Francesco Paolo Tosti, con il soprano Manuela Formichella e la pianista Emilia Di Pasquale
Per l’amministrazione comunale, “Portare la musica in ospedale, nelle Rsa e nei centri diurni significa affermare che la bellezza è un diritto di tutti e che l’arte può essere parte integrante dei percorsi di cura e di sollievo. È questo il senso di ‘Un territorio, mille capitali’” ha dichiarato il sindaco Pierluigi Biondi.
Alberto Mazzocco, presidente dell’ISA, ha aggiunto: “La partecipazione attenta e attiva di ospiti, operatori e familiari ha generato un’onda di emotività che ha mostrato la necessità di iniziative del genere. Intendiamo proseguire e consolidare nel tempo iniziative di questo tipo, affinché la musica continui a essere in questo territorio strumento di relazione, cura e inclusione sociale, anche dopo il 2026.”
Il direttore generale della Asl 1 Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Paolo Costanzi, ha infine sottolineato: “Portare concerti e momenti di ascolto condiviso nei luoghi di cura significa offrire a pazienti, familiari e operatori uno spazio di relazione, sollievo e partecipazione, che si integra con i percorsi assistenziali.”