Berlino sollecita le dimissioni di Francesca Albanese per una posizione ritenuta insostenibile

La Germania ha ufficialmente chiesto le dimissioni di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi, in seguito alle sue recenti dichiarazioni considerate ostili verso Israele. Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha espresso su X il suo dissenso verso il contenuto degli interventi di Albanese, pur confermando “il rispetto del […]

La Germania ha ufficialmente chiesto le dimissioni di Francesca Albanese, relatrice speciale delle Nazioni Unite per i territori palestinesi, in seguito alle sue recenti dichiarazioni considerate ostili verso Israele. Il ministro degli Esteri tedesco, Johann Wadephul, ha espresso su X il suo dissenso verso il contenuto degli interventi di Albanese, pur confermando “il rispetto del sistema delle Nazioni Unite basato sui relatori indipendenti”. Nel suo post, Wadephul ha affermato: “Tuttavia Albanese ha rilasciato numerose dichiarazioni inappropriate in passato. Condanno le sue recenti dichiarazioni su Israele. La sua posizione è insostenibile”.

Anche la Francia, con parole analoghe, si è unita alla richiesta di rimozione della relatrice. Il ministro degli Esteri francese, Jean-Noël Barrot, intervenendo all’Assemblea Nazionale di Parigi, ha dichiarato: “La Francia condanna senza riserva alcuna le parole oltraggiose e irresponsabili della signora Albanese che prendono di mira non il governo israeliano, di cui è consentito criticare la politica, ma Israele in quanto popolo è in quanto nazione”. Barrot ha inoltre annunciato che il prossimo 23 febbraio il tema sarà posto all’ordine del giorno del Consiglio dei diritti umani dell’Onu.

Francesca Albanese ha respinto con forza le accuse, definendo “gravissime” le dichiarazioni di Barrot e sostenendo che si basino su “informazioni false”. In un’intervista trasmessa da Piazzapulita su La7, la relatrice ha parlato di “un attacco senza precedenti contro un esperto tecnico delle Nazioni Unite”, sottolineando che “tutto ciò che è stato detto su di me è falso e quindi diffamatorio”.

Secondo Albanese, l’iniziativa della Francia avrebbe aperto una frattura politica che ha coinvolto anche Germania e Italia, trasformando un dibattito su posizioni e mandati tecnici in una questione di crescente tensione diplomatica.