Spartachiadi: la rassegna sportiva sovietica ideata come risposta alle Olimpiadi

In vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026, gli atleti russi e bielorussi qualificati parteciperanno come “atleti neutrali individuali”, senza bandiera, inno o divise ufficiali. La loro presenza sarà circoscritta a sei discipline: sci nordico, pattinaggio di figura, freestyle, short track, sci alpinismo e pattinaggio di velocità. La scelta si inquadra nelle sanzioni […]

In vista delle Olimpiadi e Paralimpiadi invernali Milano Cortina 2026, gli atleti russi e bielorussi qualificati parteciperanno come “atleti neutrali individuali”, senza bandiera, inno o divise ufficiali. La loro presenza sarà circoscritta a sei discipline: sci nordico, pattinaggio di figura, freestyle, short track, sci alpinismo e pattinaggio di velocità. La scelta si inquadra nelle sanzioni sportive adottate a causa del coinvolgimento di Russia e Bielorussia nel conflitto ucraino.

Il percorso che ha portato Mosca a elaborare forme alternative di competizione ha radici profonde. Finora, la partecipazione ai Giochi Olimpici era stata vista con sospetto, se non addirittura come un vero e proprio “disonore”, in quanto espressione dei valori occidentali capitalisti. Per contrapporsi a tali ideali, nel 1928 l’Unione Sovietica lanciò le Spartachiadi, definite “Olimpiadi rosse” e destinate ai Paesi comunisti.

La prima edizione si svolse a Mosca dall’11 al 23 agosto 1928, con circa 7.000 atleti in gara. Lo spirito era inclusivo: alle competizioni potevano accedere sportivi dilettanti e campioni di vertice. Il nome richiamava Spartaco, il gladiatore romano divenuto simbolo della rivolta degli schiavi e, più in generale, del proletariato.

Interrotte dallo scoppio della Seconda guerra mondiale, le Spartachiadi ripresero nel gennaio 1955, ma ormai come manifestazione interna all’Unione Sovietica. Questa trasformazione rifletteva l’apertura dell’Urss ai Giochi di Helsinki del 1952, con l’obiettivo di attenuare le tensioni della guerra fredda. L’ultima edizione delle Spartachiadi sovietiche si tenne nel 1991, poco prima della dissoluzione dell’Unione.

Parallelamente, dagli anni Cinquanta furono organizzate varianti locali in repubbliche del blocco comunista, come Cecoslovacchia e Albania, nonché i tornei riservati a giovani atleti e ai sindacati. Le “Spartachiadi dei Sindacati” sono sopravvissute al crollo dell’Urss e continuano a svolgersi in diverse ex repubbliche sovietiche, tra cui Bielorussia, Ucraina, Uzbekistan e, naturalmente, Russia.