Trump ordina l’invio di una seconda portaerei americana in Medio Oriente

Secondo una fonte interna, la portaerei USS Gerald R. Ford, la più grande al mondo, ha ricevuto l’ordine di lasciare il Mar dei Caraibi per dirigersi verso il Medio Oriente. L’indiscrezione, riportata per la prima volta dal New York Times e rilanciata dalla stampa statunitense, arriva in un momento di forte tensione tra Washington e […]

Secondo una fonte interna, la portaerei USS Gerald R. Ford, la più grande al mondo, ha ricevuto l’ordine di lasciare il Mar dei Caraibi per dirigersi verso il Medio Oriente. L’indiscrezione, riportata per la prima volta dal New York Times e rilanciata dalla stampa statunitense, arriva in un momento di forte tensione tra Washington e Teheran, con il presidente Donald Trump che sta valutando possibili azioni militari contro l’Iran.

Attualmente nella regione è già presente la USS Abraham Lincoln, accompagnata da cacciatorpediniere lanciamissili, giunta oltre due settimane fa. L’arrivo della Gerald R. Ford innalzerebbe così a due il numero di portaerei americane schierate nel Golfo.

Negli scorsi giorni Trump ha condiviso sulla propria piattaforma Truth un articolo del Wall Street Journal secondo cui gli Stati Uniti stanno predisponendo l’invio di un secondo gruppo navale. Tre funzionari anonimi citati nel pezzo hanno spiegato che, dopo l’eventuale via libera presidenziale, sarebbero necessarie circa due settimane per completare lo schieramento.

Il possibile dispiegamento si colloca in parallelo alle recenti aperture del governo Usa verso un rinnovo dei colloqui con l’Iran, annunciati ma mai concretizzati. Questa settimana, uno dei principali responsabili della sicurezza di Teheran ha visitato Oman e Qatar, dove ha intrattenuto contatti con intermediari americani.

Parlando con i giornalisti al seguito, Trump ha affermato che “un cambio di regime in Iran sarebbe ‘la cosa migliore che possa succedere’”. Interrogato su chi potrebbe succedere agli ayatollah, il presidente ha risposto: “Non voglio parlarne”. Ha quindi ribadito che, per evitare l’opzione militare, Teheran deve trovare “un accordo”, sottolineando: “Storicamente non lo hanno fatto. Direi che vogliono parlare. Ma finora hanno parlato tanto e non hanno agito”.