Trump schiera una seconda portaerei nelle acque del Medio Oriente

La Marina statunitense ha disposto lo spostamento della portaerei USS Gerald R. Ford dal Mar dei Caraibi verso il Medio Oriente, secondo quanto riferito da una fonte a conoscenza dei piani e confermato dai media Usa. La decisione, resa pubblica inizialmente dal New York Times, porterà a due il numero di portaerei in servizio nella […]

La Marina statunitense ha disposto lo spostamento della portaerei USS Gerald R. Ford dal Mar dei Caraibi verso il Medio Oriente, secondo quanto riferito da una fonte a conoscenza dei piani e confermato dai media Usa. La decisione, resa pubblica inizialmente dal New York Times, porterà a due il numero di portaerei in servizio nella regione, dove già si trova la USS Abraham Lincoln insieme ai suoi cacciatorpediniere lanciamissili, giunta oltre due settimane fa.

L’ipotesi di un secondo dispiegamento era emersa in un articolo del Wall Street Journal, rilanciato dal presidente Donald Trump sul suo social network Truth. Tre funzionari americani citati nel pezzo indicavano che, in caso di via libera presidenziale, sarebbero necessarie circa due settimane per completare l’operazione.

L’invio della Gerald R. Ford avviene mentre l’amministrazione Trump intensifica la pressione su Teheran per raggiungere un’intesa sul programma nucleare iraniano. Pochi giorni fa il presidente aveva lasciato intendere la possibilità di un nuovo ciclo di colloqui con i vertici iraniani, negoziati che tuttavia non si sono concretizzati. Nel frattempo, un alto funzionario della sicurezza di Teheran ha visitato Oman e Qatar, scambiando messaggi con intermediari statunitensi.

Rivolgendosi ai giornalisti, Trump ha affermato: “Un cambio di regime in Iran sarebbe la cosa migliore che possa succedere”. Sul possibile successore degli ayatollah ha aggiunto: “Non voglio parlarne”. Ha poi ribadito che, “per evitare l’opzione militare”, Teheran deve trovare un “accordo”, osservando tuttavia: “Storicamente non lo hanno fatto. Direi che vogliono parlare. Ma finora hanno parlato tanto e non hanno agito”.