L’Abruzzo si conferma protagonista nel panorama dei birrifici artigianali italiani, con un bottino di nove medaglie alla XXI edizione di Birra dell’Anno, il concorso promosso da Unionbirrai. La cerimonia di premiazione si è svolta a Rimini in occasione di Beer&Food Attraction, evento che celebra il trentennale del movimento craft italiano, e ha visto Birra dell’Eremo incoronarsi birrificio dell’anno.
Il medagliere regionale si suddivide in tre ori, tre argenti e tre bronzi. Il birrificio più premiato è Bibibir di Bellante (Teramo), che totalizza sette riconoscimenti:
• Oro per “Ddh Session Ipa” (categoria Session IPA) e per “Easy Peasy Hop Squeezy Ipa” (categoria American IPA)
• Argento con “White Shock” (categoria White IPA/American Wheat) e “Witaly” (categoria Blanche/Witbier)
• Bronzo con “6A” (categoria White IPA/American Wheat), “Jason” (categoria English Golden Ale/English Pale Ale) e “BibiDunkel” (categoria Munich Dunkel/Schwarz/Dark Lager)
Altri risultati di rilievo comprendono l’oro assegnato ad Anbra – Anonima Brasseria Aquilana (L’Aquila) per “Diamond” nella categoria Munich Dunkel/Schwarz/Dark Lager e l’argento del Birrificio Humus di Ancarano (Teramo) con “St Simplicius” nella classe Belgian Golden Strong Ale/Tripel, a testimonianza della qualità abruzzese anche negli stili di ispirazione belga ad alta gradazione.
“Birra dell’Anno è la fotografia più autentica del nostro movimento: qui non contano le mode, ma il lavoro, la cura e la coerenza. In un periodo complesso, con i consumi fuori casa in calo che si riflettono sull’intera filiera, questi risultati raccontano una comunità che non arretra. Il taglio delle accise, frutto di un impegno costante portato avanti da Unionbirrai a tutela dei piccoli produttori, ha dato ossigeno al comparto e dimostra che quando le istituzioni ascoltano il settore, le misure possono avere un impatto concreto. Trent’anni dopo il primo fermento del 1996 celebriamo un comparto maturo, più consapevole e competitivo. Proprio per questo Birra dell’Anno continua a fondarsi sulla degustazione rigorosamente alla cieca: è il metodo che garantisce imparzialità, tutela il merito e rafforza la credibilità del premio, assicurando che a vincere sia esclusivamente la qualità” dichiara Vittorio Ferraris, direttore generale di Unionbirrai.