Cinque Stati europei – Regno Unito, Francia, Germania, Svezia e Paesi Bassi – hanno reso nota la conclusione delle analisi sui campioni prelevati da Alexei Navalny prima della sua morte: «ha confermato in modo definitivo la presenza di epibatidina», una tossina estratta dalle rane freccia velenose del Sud America. Secondo i ministeri degli Esteri dei cinque Paesi, «solo lo stato russo aveva i mezzi, il movente e il disprezzo per il diritto internazionale» per portare a termine l’avvelenamento.
Nel comunicato si ricorda inoltre il «ripetuto disprezzo della Russia per il diritto internazionale e la Convenzione sulle armi chimiche», già denunciato nell’agosto 2020 in seguito all’uso di novichok contro Navalny e, prima ancora, dopo l’avvelenamento con la stessa sostanza a Salisbury nel 2018, che aveva causato la morte di Dawn Sturgess. Le nuove scoperte vengono interpretate come violazioni non solo della Convenzione sulle armi chimiche ma anche di quella sulle armi biologiche e tossiche.
I cinque governi hanno informato tramite i loro rappresentanti all’Organizzazione per la proibizione delle armi chimiche il direttore generale dell’avvenuta violazione e hanno espresso preoccupazione per il fatto che «la Russia non abbia distrutto tutte le sue armi chimiche». «Noi e i nostri partner faremo uso di tutte le leve politiche a nostra disposizione per continuare a chiedere conto alla Russia», conclude la nota.
Alexei Navalny, leader dell’opposizione russa noto per le sue inchieste anticorruzione e le mobilitazioni anti-Cremlino, è morto in una colonia penale in Siberia nel febbraio 2024. La moglie, Yulia Navalnaya, ha reagito sui social accusando direttamente Vladimir Putin: «Vladimir Putin è un assassino. Deve essere ritenuto responsabile di tutti i suoi crimini». In precedenza, la vedova aveva già riferito che due laboratori indipendenti avevano rilevato tracce di avvelenamento.
Mosca respinge categoricamente le accuse. Maria Zakharova, portavoce del ministero degli Esteri russo, le ha definite «semplici congetture»: «Quando ci saranno i risultati dei test, quando ci saranno le formule per le sostanze, ci sarà un commento. Senza questo, tutti i discorsi e le dichiarazioni saranno solo un’insinuazione informativa volta a distogliere l’attenzione dai problemi urgenti dell’Occidente», ha dichiarato secondo quanto riportato dalla Tass.