Le indagini sul rogo di Capodanno nel locale Constellation di Crans-Montana si arricchiscono di nuovi elementi che mettono sotto accusa la gestione del Comune e rimettono in discussione alcune delle versioni fornite dagli indagati.
Un documento confidenziale datato 31 agosto 2023, intitolato “Sintesi di un audit sommario sul modo di funzionare del Comune di Crans-Montana in termini di management, organizzazione e comunicazione”, sarebbe rimasto escluso dagli atti giudiziari. L’audit, realizzato prima dell’insediamento dell’attuale sindaco Nicolas Féraud e della vicesindaca Nicole Clivaz, è noto solo ai sette membri dell’esecutivo comunale e ai rispettivi capi servizio. Al suo interno si denunciano “casi disciplinari non gestiti o ignorati” e “rifiuti di incarichi” da parte di alcuni dipendenti, oltre a un iter di reclutamento basato su relazioni personali e politiche anziché sulle competenze. Per porre rimedio si suggerisce di “aiutare i capi servizio nella gestione del personale con un sostegno delle risorse umane neutro” e di “rimettere ordine nei casi disciplinari”.
L’audit segnala anche la carenza di mezzi e personale, come evidenziato dall’attuale responsabile della sicurezza del Comune, Christophe Balet, e dal suo predecessore Ken Jacquemoud, entrambi indagati insieme ai coniugi Jacques e Jessica Moretti per omicidio plurimo, lesioni gravi e incendio colposo. Nel dossier si legge inoltre che “le risorse, il personale e il tempo a disposizione rispetto alle missioni attese (dai capi servizio) sono inadeguati”, una condizione che avrebbe provocato sovraccarichi di lavoro e ritardi nei controlli antincendio, l’ultimo dei quali risalirebbe al 2019.
L’emersione di queste criticità rafforza l’azione civile promossa dall’avvocato Romain Jordan in rappresentanza di almeno venti famiglie danneggiate, già partita prima della divulgazione dell’audit. Il servizio pubblico svizzero RTS ha svelato per primo il contenuto del dossier, mentre il quotidiano Il Messaggero ha ricostruito anche un’altra polemica in vista del 28 marzo, quando la procuratrice di Sion, Béatrice Pilloud, patrocinerà una cerimonia dell’“Ordre de la Chenne”, confraternita enologica in cui il sindaco Féraud figura come cavaliere d’onore. L’avvocato Sebastien Fanti, che assiste alcune famiglie, ha denunciato un potenziale conflitto di interessi: “Qui giocano tutti a golf insieme”.
Sul fronte delle dichiarazioni rese in fase d’indagine, i coniugi Moretti avevano attribuito la chiusura a chiave della porta di sicurezza del seminterrato a un dipendente identificato come “Adrien”, impiegato del “Vieux Chalet”, sostenendo che l’uomo fosse fuggito per senso di colpa. Tuttavia le testimonianze raccolte confutano questa versione. Jessica Moretti ha riferito il 21 gennaio: “Pochi giorni dopo la tragedia, mentre tutti si chiedevano perché la porta di servizio fosse stata chiusa, ho saputo dallo chef del Vieux Chalet, Williams, che Adrien aveva preso tutte le sue cose perché si sentiva in colpa per aver chiuso la porta di servizio”. Jacques Moretti, il giorno precedente, aveva detto ai magistrati: “Adrien ha lasciato Crans”.
Ma proprio Adrien si è presentato spontaneamente alla polizia il 2 gennaio, spiegando di essere andato al Constellation poco prima del rogo per consegnare del ghiaccio e di aver avuto difficoltà ad aprire quella porta, posta a 190 centimetri di altezza. “C’è una porta accanto al bar, che ho fatto fatica ad aprire perché c’era una serratura a 190 centimetri di altezza, conduce a un corridoio laterale. Qualcuno ha chiesto di uscire a fumare, e l’ho fatto uscire da lì, ma ho avuto difficoltà ad aprirla”, ha riferito, precisando che veniva chiusa “per garantire che tutti usassero la stessa porta e facilitare il lavoro del team di sicurezza”.