Il segretario di Stato statunitense Marco Rubio ha colto l’occasione della Conferenza sulla Sicurezza di Monaco per lanciare un appello rivolto ai 27 Paesi dell’Unione europea, invitandoli a rafforzare il legame transatlantico su basi di valori condivisi. Il tono, molto distante dalle critiche che negli ultimi mesi erano arrivate dall’amministrazione americana, è apparso volto a disinnescare tensioni e a sottolineare la comune eredità storico-culturale.
Nel suo intervento, Rubio ha promesso che “Gli Stati Uniti d’America si assumeranno ancora una volta il compito del rinnovamento e della ricostruzione, guidati dalla visione di un futuro orgoglioso, sovrano e vitale quanto il passato della nostra civiltà. E sebbene siamo pronti, se necessario, a farlo da soli, preferiamo e speriamo di farlo insieme a voi, i nostri amici qui in Europa”. Il segretario di Stato ha poi richiamato l’importanza di non rimpiangere le proprie radici, elencando i tratti comuni che legano Occidente e Stati Uniti: dallo stato di diritto alle grandi rivoluzioni intellettuali e artistiche, fino ai sacrifici compiuti insieme in conflitti come quello afghano.
Rubio ha ammesso che “Se noi americani a volte possiamo sembrare un po’ diretti e pressanti (…) è perché ci teniamo profondamente. Teniamo profondamente al vostro futuro e al nostro”. Ha quindi ribadito che, nonostante le notizie di una supposta fine dell’era transatlantica, “questo non è quello che vogliamo”.
La reazione dei leader europei è stata calorosa. Una standing ovation ha accolto il richiamo ai contributi dei Paesi Nato in Afghanistan. La presidente della Commissione Ue, Ursula von der Leyen, si è detta “molto rassicurata dal discorso del segretario di Stato” definendolo “un buon amico, un forte alleato”, pur insistendo sulla necessità di costruire un’Europa “forte e indipendente”. Il ministro degli Esteri italiano Antonio Tajani ha parlato di “un discorso molto positivo” che “ribadisce l’importanza delle relazioni transatlantiche”. Sulla stessa linea il ministro della Difesa Guido Crosetto, secondo cui l’Alleanza atlantica resta “la base della pace nel mondo”.
Più prudente il giudizio della Francia: il ministro Jean-Noël Barrot, pur apprezzando alcuni passaggi, ha ribadito che Parigi manterrà la sua strategia di rafforzamento dell’autonomia europea. Il collega tedesco Johann Wadephul ha invece definito Rubio “un vero partner” e un intervento “quello che mi aspettavo”.
Nello stesso contesto, Ursula von der Leyen ha annunciato l’intenzione di estendere le collaborazioni europee in materia di difesa e sicurezza anche al Regno Unito, alla Norvegia, all’Islanda e al Canada, sottolineando che “l’Unione, il Regno Unito e, di fatto, tutta l’Europa sono sulla stessa barca e resteremo sempre uniti”. Il primo ministro britannico Keir Starmer ha aggiunto: “Non c’è sicurezza britannica senza l’Europa, né sicurezza europea senza la Gran Bretagna. È questa la lezione della storia, ed è anche la realtà di oggi”. Starmer ha inoltre annunciato il dispiegamento, entro l’anno, di un “carrier strike group” della Royal Navy tra Atlantico settentrionale e regioni artiche, in cooperazione con Stati Uniti, Canada e altri alleati Nato, come dimostrazione dell’impegno per la sicurezza euro-atlantica.