Board of Peace per Gaza: missione e partecipanti

Nel 2026 gli Stati Uniti hanno promosso la nascita di un organismo internazionale incaricato di monitorare il cessate il fuoco, favorire la stabilizzazione e coordinare la ricostruzione della Striscia di Gaza. Pur citato in una risoluzione delle Nazioni Unite, non si configura come un’agenzia ONU né come un tradizionale ente multilaterale. A guidare questa struttura […]

Nel 2026 gli Stati Uniti hanno promosso la nascita di un organismo internazionale incaricato di monitorare il cessate il fuoco, favorire la stabilizzazione e coordinare la ricostruzione della Striscia di Gaza. Pur citato in una risoluzione delle Nazioni Unite, non si configura come un’agenzia ONU né come un tradizionale ente multilaterale.

A guidare questa struttura è Donald Trump, cui è stato riconosciuto un mandato a vita con facoltà di nominare, invitare e rimuovere i membri del board esecutivo. L’iscrizione avviene esclusivamente su invito statunitense: tra i firmatari dello statuto figurano varie nazioni del Medio Oriente e partner internazionali quali Argentina, Arabia Saudita, Egitto, Emirati Arabi Uniti, Qatar, Turchia e Ungheria. Alcune posizioni all’interno dell’organo esecutivo sono inoltre riservate a personalità designate direttamente dagli Stati Uniti.

Israele ha confermato la sua partecipazione ai lavori del board, mentre Hamas non è coinvolto in alcuna fase decisionale né operativa. Tra gli Stati europei, Francia e Germania hanno scelto di non aderire e alcuni membri hanno espresso perplessità sul ruolo e sugli obiettivi dell’organismo. L’Italia, pur non avendo la qualifica di membro, sarà presente alla prima riunione in qualità di osservatore.