Autovelox, solo il 35% risulta legittimo: polemica su sicurezza stradale e multe

In Italia solo il 35% degli autovelox registrati sulla piattaforma del Ministero dei Trasporti è considerato legittimo. Il dato è stato comunicato dal ministro dei Trasporti durante un intervento alla Camera dei Deputati, rivelando che su circa 11.000 dispositivi installati nel Paese, soltanto 3.900 risultano conformi. Una situazione che apre un nuovo fronte di polemica […]

In Italia solo il 35% degli autovelox registrati sulla piattaforma del Ministero dei Trasporti è considerato legittimo. Il dato è stato comunicato dal ministro dei Trasporti durante un intervento alla Camera dei Deputati, rivelando che su circa 11.000 dispositivi installati nel Paese, soltanto 3.900 risultano conformi.

Una situazione che apre un nuovo fronte di polemica sulla gestione dei controlli della velocità e sull’efficacia degli strumenti utilizzati per garantire la sicurezza stradale.

Autovelox e omologazione: il nodo normativo

Il problema principale riguarda l’omologazione degli autovelox, prevista dal Codice della Strada, che stabilisce criteri tecnici precisi per certificare l’affidabilità degli strumenti utilizzati per rilevare l’eccesso di velocità.

Molti dispositivi attualmente in funzione, infatti, risultano installati ma non ancora formalmente omologati, creando un vuoto normativo che rischia di mettere in discussione la validità di numerose sanzioni.

Il governo ha recentemente trasmesso alla Commissione Europea un decreto attuativo che dovrebbe chiarire le procedure di omologazione e regolarizzare la situazione.

Autovelox e sicurezza stradale

Il dato appare particolarmente preoccupante se si considera che gli autovelox rappresentano uno degli strumenti principali per contrastare uno dei fattori più pericolosi alla guida: l’eccesso di velocità.

Secondo gli esperti di sicurezza stradale, i controlli elettronici sono fondamentali per ridurre gli incidenti, soprattutto sulle strade extraurbane e nelle aree ad alto traffico.

Il rischio “multe per fare cassa”

La questione riaccende anche il dibattito sull’uso degli autovelox da parte dei Comuni, spesso accusati di utilizzare questi dispositivi principalmente per aumentare gli introiti derivanti dalle multe.

Molte amministrazioni locali continuano infatti a utilizzare gli autovelox come strumento di controllo del traffico, ma la mancanza di una normativa chiara sull’omologazione rischia di alimentare contestazioni e ricorsi.

Possibili ricorsi contro le multe

Alla luce di questa situazione, secondo alcuni osservatori chi riceve una multa per eccesso di velocità potrebbe avere maggiori possibilità di successo in caso di ricorso, soprattutto se il dispositivo utilizzato non risulta omologato secondo le norme del Codice della Strada.

Il tema rischia quindi di trasformarsi in un nuovo fronte di scontro tra cittadini, amministrazioni locali e governo, con possibili ripercussioni anche sulla fiducia nelle istituzioni e sulla gestione della sicurezza sulle strade italiane.