Intelligenza artificiale: 37 lavoratori licenziati a Venezia, “L’IA non deve essere vista come un nemico, il vero rischio è l’assenza di competenze e consapevolezza”

“La notizia dei 37 dipendenti licenziati nella sede veneziana di InvestCloud, sostituiti da un nuovo modello organizzativo basato sull’intelligenza artificiale, accenderà inevitabilmente un forte dibattito pubblico sul rapporto tra tecnologia e lavoro. Premettendo che la notizia andrebbe letta in modo corretto, poiché se è vero che l’IA è menzionata come causa della decisione, non è […]

“La notizia dei 37 dipendenti licenziati nella sede veneziana di InvestCloud, sostituiti da un nuovo modello organizzativo basato sull’intelligenza artificiale, accenderà inevitabilmente un forte dibattito pubblico sul rapporto tra tecnologia e lavoro. Premettendo che la notizia andrebbe letta in modo corretto, poiché se è vero che l’IA è menzionata come causa della decisione, non è detto che sia ‘l’IA che sostituisce 37 persone una per una’: quello che emerge è soprattutto una scelta organizzativa, che vede una centralizzazione, oltre a una piattaforma unica e alla riduzione delle sedi locali. L’IA sarebbe, quindi, solo una parte della strategia per ridurre il bisogno di alcune attività locali. Si tratterebbe, quindi, di una ristrutturazione, con l’IA usata come leva per rendere quel modello sostenibile.  Ora, sebbene sia comprensibile che notizie di questo tipo generino comunque timori e preoccupazioni, ogni trasformazione tecnologica, nella storia, ha portato con sé cambiamenti profondi nel mercato del lavoro. Tuttavia, crediamo sia fondamentale evitare una narrazione semplicistica che dipinga l’intelligenza artificiale esclusivamente come una minaccia. L’IA non è un ‘nemico’ da demonizzare, ma una tecnologia da comprendere, governare e utilizzare responsabilmente. L’IA, inoltre, pone un contributo fondamentale alle vite di tutti in settori chiave come la medicina o la sicurezza collettiva, che non viene raccontato, forse perché è meno emotivamente impattante. Il vero rischio non è l’intelligenza artificiale in sé, ma l’assenza di competenze, consapevolezza e politiche di accompagnamento alla trasformazione digitale. Proprio per questo è sempre più urgente investire nella divulgazione e nella formazione sull’intelligenza artificiale, affinché tutti possano affrontare questa rivoluzione con gli strumenti giusti e non solo basandosi sull’emotività che certe notizie, inevitabilmente, possono generare. In questa direzione va l’impegno che portiamo avanti con la nostra community e con iniziative come la AI WEEK 2026, che è oggi il più importante evento divulgativo in Europa dedicato all’intelligenza artificiale. Durante l’evento si alterneranno sul palco esperti di caratura internazionale, che condivideranno visioni, casi d’uso e riflessioni sul futuro del lavoro e della società nell’era dell’IA. Riteniamo che solo attraverso una corretta informazione si possa trasformare una rivoluzione tecnologica in un’opportunità collettiva. L’intelligenza artificiale cambierà molti lavori, è vero, ma allo stesso tempo ne creerà di nuovi e ridefinirà competenze e modelli organizzativi. Il compito di chi si occupa di innovazione oggi è proprio questo: aiutare persone e aziende a capire il cambiamento, non a temerlo”, commentano Giacinto Fiore e Pasquale Viscanti, fondatori di Intelligenza Artificiale Spiegata Semplice, la più grande community italiana sul tema, dedicata a imprenditori e manager e creatori del successo internazionale della AI WEEK 2026, l’evento numero uno in Europa sul tema della IA, che si terrà il 19 e 20 maggio 2026 a Milano, alla Fiera di Rho, e rappresenta uno dei principali appuntamenti internazionali per manager, imprenditori, professionisti e innovatori interessati al futuro.

Cristiano Puglisi