Meloni avverte: un intervento a Hormuz rischia di trascinarci nel conflitto | Detriti di razzi investono la base italiana Unifil in Libano, senza feriti

Il conflitto in Medio Oriente entra nella terza settimana, con tensioni che si estendono su più fronti e dichiarazioni di leader internazionali. In un’intervista a Quarta Repubblica, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avvertito che “intervenire ad Hormuz vorrebbe dire fare un passo avanti verso il coinvolgimento”. Sul terreno libanese, nella base Unifil di […]

Il conflitto in Medio Oriente entra nella terza settimana, con tensioni che si estendono su più fronti e dichiarazioni di leader internazionali. In un’intervista a Quarta Repubblica, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha avvertito che “intervenire ad Hormuz vorrebbe dire fare un passo avanti verso il coinvolgimento”.

Sul terreno libanese, nella base Unifil di Shama—sede del Comando del Settore Ovest a guida italiana—sono caduti alcuni detriti probabilmente derivati da razzi intercettati in volo dai sistemi antimissile israeliani. Non risultano feriti.

Secondo il media kuwaitiano Al-Jarida, Mojtaba Khamenei, indicato come nuovo Guida suprema dell’Iran, sarebbe stato trasportato di nascosto a Mosca per cure mediche dopo esser rimasto ferito nell’attacco del 28 febbraio che avrebbe causato la morte del padre, l’ayatollah Ali Khamenei.

Negli Stati Uniti, l’ex presidente Donald Trump, intervistato alla Casa Bianca, ha affermato che in Iran “vogliono fare un accordo”. Intanto il portavoce del Comando Centrale Usa, Tim Hawkins, ha reso noto che “circa duecento i soldati Usa rimasti feriti dall’inizio della guerra, dieci sono gravi”.

In Israele, le autorità hanno diffuso immagini di un frammento di missile caduto su un’abitazione di Gerusalemme. Secondo i soccorritori locali, diversi detriti si sono abbattuti in città, e una grossa scheggia sarebbe finita nelle vicinanze dell’ufficio del primo ministro Benjamin Netanyahu.