A Sarajevo i “cecchini del weekend” codificavano le vittime infantili con bossoli blu per i bambini e rosa per le bambine

Emergono nuovi dettagli sui cosiddetti “safari umani” organizzati durante l’assedio di Sarajevo, viaggi clandestini ideati per offrire a facoltosi italiani l’opportunità di aprire il fuoco contro civili inermi. Come ricostruito da Il Giorno e ripreso dalla ricerca di Ezio Gavazzeni nel volume I cecchini del weekend, i partecipanti ricevevano un macabro “ricordo”: un bossolo con […]

Emergono nuovi dettagli sui cosiddetti “safari umani” organizzati durante l’assedio di Sarajevo, viaggi clandestini ideati per offrire a facoltosi italiani l’opportunità di aprire il fuoco contro civili inermi. Come ricostruito da Il Giorno e ripreso dalla ricerca di Ezio Gavazzeni nel volume I cecchini del weekend, i partecipanti ricevevano un macabro “ricordo”: un bossolo con un fiocco colorato, che indicava la categoria della vittima.

La fonte, nota come “il francese” ed ex componente dell’organizzazione, parla di trasferte che facevano guadagnare “una montagna di soldi” grazie a tariffe molto elevate. L’operazione veniva gestita da una misteriosa società di security milanese con collegamenti internazionali e reti di supporto in Bosnia e oltre. Clienti disposti a pagare cifre ingenti viaggiavano in convogli che talvolta si spacciavano per missioni umanitarie sotto simbologie simili a quelle della Croce Rossa, per attraversare i confini in sicurezza.

Il sistema di classificazione dei bossoli prevedeva un codice cromatico rigoroso: blu o rosa per bambini e bambine, rosso per uomini e giallo per donne, con combinazioni aggiuntive (rosso e verde per militari uomini, giallo e verde per militari donne, nero e azzurro per anziani uomini, nero e rosa per anziane donne). Questa simbologia trasformava l’uccisione di vittime civili in un agghiacciante gioco.

Secondo alcune testimonianze, parte dei proventi veniva destinata a gruppi armati locali. In uno dei racconti più inquietanti, si fa il nome di un imprenditore noto — “a volte si vede ancora in televisione e che in sei ore spese in obiettivi 280 milioni di lire, più tutte le altre spese”.

L’inchiesta coordinata dalla Procura di Milano ha già portato all’iscrizione di diversi indagati per omicidio volontario. Gli accertamenti proseguono per chiarire il ruolo di altri soggetti e le ramificazioni italiane di questa rete criminale.