Dopo le minacce dei Pasdaran, colpito in Qatar il principale impianto di GNL: nuova escalation nella guerra in Iran

La conflittualità in Medio Oriente giunge alla sua terza settimana con scontri diretti tra la coalizione guidata da Stati Uniti e Israele e le forze iraniane. Nella notte, un missile balistico lanciato dall’Iran ha colpito il sobborgo di Ramat Gan, a Tel Aviv, causando due morti per le ferite riportate, secondo quanto riferito dai servizi […]

La conflittualità in Medio Oriente giunge alla sua terza settimana con scontri diretti tra la coalizione guidata da Stati Uniti e Israele e le forze iraniane. Nella notte, un missile balistico lanciato dall’Iran ha colpito il sobborgo di Ramat Gan, a Tel Aviv, causando due morti per le ferite riportate, secondo quanto riferito dai servizi di emergenza israeliani.

L’offensiva segue la rivendicazione della Repubblica islamica relativa all’uccisione di Ali Larijani, presidente del Consiglio di Sicurezza nazionale iraniano dopo la morte di Ali Khamenei, di Gholamreza Soleimani, comandante delle forze paramilitari Basij, e del figlio di Larijani. Di fronte all’accaduto, il capo di Stato maggiore dell’esercito iraniano ha promesso “vendetta”.

In supporto alle azioni di Tel Aviv, il Comando centrale delle forze armate statunitensi ha bombardato obiettivi lungo la costa iraniana, vicino allo Stretto di Hormuz. Nel frattempo, il ministero della Salute libanese ha comunicato che due raid israeliani sul centro di Beirut hanno provocato almeno dodici morti e 24 feriti.

Il ministro israeliano della Difesa, Israel Katz, ha confermato anche l’uccisione di Ismail Khatib, titolare del ministero dell’Intelligence iraniano. In risposta alla crescente tensione lungo i confini meridionali della Turchia, la Nato ha deciso di inviare un ulteriore sistema di difesa aerea Patriot PAC-3 in territorio turco.

Le Guardie Rivoluzionarie iraniane, citate dai media statali attraverso Iran International, hanno diffuso un avviso di evacuazione per impianti petrolchimici in Arabia Saudita, Qatar ed Emirati Arabi Uniti, in seguito a raid israeliani su alcune strutture del giacimento di gas di South Pars.