Trump conferma: nessun invio di truppe in Iran; Crosetto: accesso a Hormuz vincolato a tregua e iniziativa multilaterale allargata

La crisi militare in Medio Oriente, che vede contrapposti Stati Uniti, Israele e Iran, si avvia alla quarta settimana senza segni di de-escalation. Secondo Reuters, l’amministrazione americana sta valutando l’invio di “migliaia di soldati a Kharg e lungo le coste dello Stretto di Hormuz”, mentre il Washington Post riferisce di una richiesta del Pentagono alla […]

La crisi militare in Medio Oriente, che vede contrapposti Stati Uniti, Israele e Iran, si avvia alla quarta settimana senza segni di de-escalation. Secondo Reuters, l’amministrazione americana sta valutando l’invio di “migliaia di soldati a Kharg e lungo le coste dello Stretto di Hormuz”, mentre il Washington Post riferisce di una richiesta del Pentagono alla Casa Bianca per un fondo di oltre 200 miliardi di dollari da sottoporre al Congresso. Alcuni funzionari, tuttavia, ritengono la somma eccessiva.

Sul piano diplomatico, il presidente Donald Trump ha avvertito Teheran che, in caso di un nuovo attacco all’impianto qatarino di Ras Laffan – uno dei maggiori stabilimenti di gas naturale liquefatto – ordinerà la distruzione del giacimento iraniano di South Pars. Nello stesso incontro nello Studio Ovale con la premier giapponese, Trump ha ribadito che “non invierà soldati in Iran”.

Lo scontro sta avendo ripercussioni sui mercati energetici: il Brent ha guadagnato il 5%, raggiungendo 112 dollari al barile. Intanto media regionali segnalano un raid aereo sulla raffineria Samref nel porto di Yanbu, con danni limitati, e una fonte della sicurezza irachena ha confermato ad Al Jazeera che due droni hanno centrato una base Usa nei pressi dell’aeroporto di Baghdad.

Sul fronte degli alleati, il dipartimento di Stato ha annunciato l’ok a vendite di armi per oltre 16 miliardi di dollari agli Stati del Golfo. In un colloquio con il primo ministro israeliano Netanyahu, Trump ha ammonito: “Non colpire petrolio e gas”. Il ministro della Difesa italiano Guido Crosetto ha dichiarato che “riteniamo che sia giusto e opportuno che siano le Nazioni Unite a offrire la cornice giuridica per un’iniziativa pacifica e multilaterale per raggiungere” una tregua, precisando che senza un simile accordo l’Italia non prevede “nessun ingresso a Hormuz”.