Orban sospende i prestiti a Kiev, Costa e Merz avvertono Budapest

Il vertice del Consiglio europeo si è concluso senza l’approvazione del pacchetto di sostegno finanziario da 90 miliardi di euro all’Ucraina a causa del veto posto dal primo ministro ungherese Viktor Orbán, che ha collegato il via libera al mantenimento delle forniture attraverso l’oleodotto Druzhba. Orbán ha confermato la propria linea “No oil, no coin”, […]

Il vertice del Consiglio europeo si è concluso senza l’approvazione del pacchetto di sostegno finanziario da 90 miliardi di euro all’Ucraina a causa del veto posto dal primo ministro ungherese Viktor Orbán, che ha collegato il via libera al mantenimento delle forniture attraverso l’oleodotto Druzhba. Orbán ha confermato la propria linea “No oil, no coin”, insistendo sul presunto ricatto energetico.

Alla fine del summit, il presidente del Consiglio europeo Charles Michel ha lasciato la parola al portoghese António Costa, che ha definito inaccettabile l’atteggiamento ungherese: “Oggi i leader Ue sono intervenuti per condannare Orbán e hanno ricordato che quando si stipula un accordo va onorato e che i leader devono mantenere la parola data. Nessuno può ricattare il Consiglio europeo e le istituzioni europee”.

Di “grave slealtà” ha parlato il cancelliere tedesco Friedrich Merz, richiamando l’importanza del rispetto degli impegni comuni e avvertendo che l’ostruzionismo di Budapest “avrà conseguenze che vanno ben oltre il singolo episodio”.

Smentendo ogni sostegno a Orbán, la premier italiana Giorgia Meloni ha respinto “ricostruzioni bizzarre” e invitato a trovare una soluzione “flessibile” per sbloccare la situazione, pur confermando che il nodo è di facile risoluzione.

La presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen ha assicurato che l’Ue manterrà l’impegno nei confronti di Kiev, qualunque siano gli ostacoli:
“Una decisione è stata presa a dicembre e c’era una condizione: che tre Paesi non avrebbero partecipato al prestito da 90 miliardi di euro all’Ucraina. Quella condizione è stata rispettata. Dobbiamo essere chiari: il prestito resta bloccato perché un leader non rispetta la parola data. Ma adempiremo all’impegno, in un modo o nell’altro”.
“Garantiremo prestito a Kiev, in un modo o nell’altro”, ha aggiunto.