Elezioni parigine: Grégoire nuovo sindaco, Dati si ferma al secondo posto

Parigi conferma il dominio della gauche dopo un quarto di secolo, nonostante il cambio di handling alla guida della città. Emmanuel Grégoire ha ottenuto una vittoria netta nel ballottaggio contro Rachida Dati, candidata dei Républicains, respingendo anche i tentativi di alleanza di La France Insoumise. Al suo ingresso in municipio, il neosindaco ha dichiarato: “Parigi […]

Parigi conferma il dominio della gauche dopo un quarto di secolo, nonostante il cambio di handling alla guida della città. Emmanuel Grégoire ha ottenuto una vittoria netta nel ballottaggio contro Rachida Dati, candidata dei Républicains, respingendo anche i tentativi di alleanza di La France Insoumise. Al suo ingresso in municipio, il neosindaco ha dichiarato: “Parigi ha deciso di rimanere fedele alla sua storia” e ha proseguito: “È stata la vittoria di una certa idea di Parigi, una Parigi virale, progressista, popolare, una Parigi per tutti. Parigi non è e mai sarà una città di estrema destra”.

A Lione, l’ecologista Grégory Doucet è stato confermato sindaco con circa il 54% dei voti, battendo Jean-Michel Aulas, sostenuto dalla destra. La coalizione di sinistra, che ha stipulato una “fusione tecnica” con LFI al secondo turno, ha così mantenuto il controllo del capoluogo.

Anche a Marsiglia il sindaco socialista Benoît Payan ha respinto l’assalto dell’estrema destra: Franck Allisio del Rassemblement National è stato sconfitto con ampio margine, nonostante la forza storico-elettorale del partito nella regione.

L’affluenza, seppure migliorata rispetto al 2020, si è attestata intorno al 57%. In questo contesto, Marine Le Pen ha celebrato i risultati locali del Rassemblement National, sottolineando la vittoria in “decine di comuni” e parlando di una “vittoria immensa” grazie ai “migliaia di consiglieri municipali” conquistati. Al contempo, Manuel Bompard di LFI ha esultato per lo “sfondamento” del suo partito che “si conferma si amplifica e si rafforza”.

Diversi storici feudi progressisti hanno però vacillato. Clermont-Ferrand, guidata dalla gauche da 80 anni, è passata alla destra dei Républicains. È caduta anche Tulle, sempre amministrata dai socialisti, dove era in campo l’ex presidente François Hollande. Le alleanze strette fra socialisti, ecologisti e LFI in alcune città si sono rivelate perdenti, mentre nei maggiori centri la sinistra moderata ha prevalso respingendo le offerte di Mélenchon.

Sul fronte delle ambizioni nazionali spicca la rielezione di Édouard Philippe a sindaco di Le Havre. Il risultato nel porto normanno era considerato determinante per le sue prospettive in vista del 2027 e viene osservato con attenzione dagli analisti come possibile alternativa sia a Marine Le Pen (o Jordan Bardella) sia a Jean-Luc Mélenchon.