In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, celebrata il 22 marzo per richiamare l’attenzione globale sull’importanza di questa risorsa vitale, emergono nuove criticità legate al conflitto nel Golfo Persico. Secondo analisti citati dal Wall Street Journal, le operazioni militari minacciano centinaia di impianti di desalinizzazione lungo la costa, strutture fondamentali per trasformare l’acqua di mare in acqua potabile e garantire l’approvvigionamento a milioni di residenti delle città dell’area.
Più del 40% della capacità mondiale di desalinizzazione si concentra infatti nella regione del Golfo. In Kuwait circa il 90% dell’acqua potabile proviene dalla desalinizzazione; in Oman l’86%; in Arabia Saudita almeno il 70%. Anche altri Paesi, come Bahrein, Qatar e Israele – con l’80% dell’acqua potabile ottenuta tramite questo processo – dipendono in gran parte da questi impianti.
Un recente attacco, non rivendicato, contro un impianto sull’isola iraniana di Qeshm ha lasciato senza acqua potabile oltre 30 villaggi. Gli osservatori mettono in guardia sul fatto che nuovi attacchi diretti ai siti di desalinizzazione potrebbero privare intere città dell’accesso all’acqua, trasformando questa risorsa nel vero “elemento strategico del conflitto” e spingendo i Paesi del Golfo a un coinvolgimento militare più diretto contro l’Iran.
La crisi descritta richiama anche le condizioni interne all’Italia, dove Massimo Gargano, direttore generale dell’Associazione nazionale dei consorzi di gestione tutela del territorio e delle acque irrigue (Anbi), solleva l’urgenza di una gestione più responsabile delle riserve idriche. “Eravamo purtroppo abituati alle immagini dei migranti dalla siccità, ma ora le atrocità della guerra ce ne propongono altre: quelle delle risorse idriche diventate target bellici. Sarà un nuovo elemento di confronto al Forum Euromediterraneo sull’Acqua, in calendario a settembre”, afferma Gargano.
Il direttore generale di Anbi aggiunge: “Quanto sta accadendo nel mondo ci obbliga a essere maggiormente responsabili verso le disponibilità idriche, a iniziare dalla necessità di incrementare anche le nostre riserve d’acqua, avviando il Piano Bacini multifunzionali, proposto con Coldiretti, nonché il Piano di efficientamento della rete idraulica”. Secondo Gargano, tali progetti potrebbero spostare l’Italia “dalla cultura dell’emergenza a quella della prevenzione, creando maggiori certezze per l’irrigazione e la ricarica delle falde, ma anche per la produzione di energie rinnovabili e il benessere delle comunità. Francia e Spagna raccolgono oltre il 30% dell’acqua piovana, noi solo l’11%”.
La Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita nel 1992 al termine della Conferenza di Rio, mira a garantire a tutti un accesso sicuro a questa risorsa. Ogni edizione è dedicata a un tema specifico: nel 2026 si parlerà del rapporto tra acqua e uguaglianza di genere. Secondo le Nazioni Unite, oltre 2,1 miliardi di persone non dispongono di un accesso sicuro all’acqua potabile e ai servizi igienico-sanitari di base, problema strettamente connesso all’Obiettivo di Sviluppo Sostenibile 6 dell’Agenda 2030.