La nuova direttiva di Trump: agenti ICE esperti di espulsioni coordinano l’accoglienza negli aeroporti Usa

Negli scali statunitensi si iniziano a vedere agenti in uniforme Ice, l’agenzia federale di Immigration and Customs Enforcement, finora impegnata soprattutto in operazioni contro l’immigrazione clandestina. A partire da questa settimana, questi funzionari supporteranno il personale della Transportation Security Administration (Tsa) nelle operazioni di accoglienza, controllo degli accessi e indirizzamento dei passeggeri, con l’obiettivo di […]

Negli scali statunitensi si iniziano a vedere agenti in uniforme Ice, l’agenzia federale di Immigration and Customs Enforcement, finora impegnata soprattutto in operazioni contro l’immigrazione clandestina. A partire da questa settimana, questi funzionari supporteranno il personale della Transportation Security Administration (Tsa) nelle operazioni di accoglienza, controllo degli accessi e indirizzamento dei passeggeri, con l’obiettivo di alleggerire le lunghe code ai banchi di sicurezza.

L’annuncio è arrivato dal presidente Donald Trump e dal “zar dei confini” Tom Homan, che ha spiegato a CNN: “Saremo negli aeroporti domani”. Homan guiderà personalmente l’implementazione, anche se i dettagli sulle modalità operative restano ancora in fase di definizione.

Il contingente Tsa soffre gli effetti di uno shutdown parziale iniziato il 15 febbraio, dopo il blocco dei finanziamenti al Dipartimento per la Sicurezza Interna (Dhs) deciso dal Senato democratico. La misura è stata motivata dalle richieste di riforme in seguito a due episodi a gennaio, in cui agenti Ice hanno ucciso i cittadini americani Renee Good e Alex Pretti a Minneapolis. Da allora, il personale Tsa ha ricevuto stipendi ridotti o assenti, provocando il deflusso di 366 agenti e frequenti assenze per malattia. Alcuni aeroporti, come quelli di Filadelfia e Houston, hanno dovuto chiudere interi varchi di sicurezza, mentre le file superano talvolta il parcheggio a New Orleans e le attese durano ore a LaGuardia, New York.

Homan ha chiarito che “nessun agente Ice si metterà davanti a una macchina a raggi X. Non siamo addestrati a farlo”. Il piano, elaborato assieme al direttore ad interim di Ice Todd Lyons e alla responsabile ad interim della Tsa Ha Nguyen McNeill, prevede che gli agenti Ice svolgano compiti di presidio uscite, controllo dei flussi e verifica degli accessi, liberando così il personale Tsa specializzato per i controlli principali. Secondo Homan, “agenti Ice sono già presenti in molti aeroporti per attività investigative legate al traffico illecito: il passo verso compiti operativi di supporto è breve”.

La decisione ha suscitato forti reazioni politiche. La senatrice repubblicana Lisa Murkowski ha definito il piano una “cattiva idea”: “Quello che dobbiamo fare è risolvere le questioni con il Dhs e pagare gli agenti Tsa. Vogliamo davvero aggiungere ulteriori tensioni a quelle che stiamo già affrontando?” Dal fronte democratico, il leader di minoranza alla Camera Hakeem Jeffries ha avvertito: “L’ultima cosa di cui gli americani hanno bisogno è che agenti Ice non addestrati vengano dispiegati negli aeroporti, con il rischio di brutalizzare o in alcuni casi uccidere i passeggeri. Abbiamo già visto come si comporta Ice”.

Sul versante sindacale, Everett Kelley dell’American Federation of Government Employees ha sottolineato che “i nostri iscritti alla Tsa si presentano ogni giorno al lavoro senza stipendio perché credono nella missione di tenere al sicuro chi vola. Meritano di essere pagati, non sostituiti da agenti armati e non addestrati che hanno già dimostrato quanto possano essere pericolosi”. I sindacati degli assistenti di volo hanno parlato di una scelta che “crea caos” anziché risolvere il problema alla radice.

Il piano appare ancora improvvisato: Homan ha ammesso di non aver definito quanti agenti saranno coinvolti, in quali aeroporti e con quali compiti esatti. Alla domanda su come possa essere un’operazione strutturata se ancora incompleta, ha risposto: “Quanto piano ci vuole per presidiare un’uscita?” Trump, da parte sua, aveva promesso “una sicurezza come non si è mai vista”, ma a meno di ventiquattr’ore dall’avvio non esiste ancora un elenco ufficiale degli scali interessati.