Erbil (Iraq): i bunker che accolgono i militari italiani in missione

Da quasi un mese la base italiana allestita nell’aeroporto di Erbil, nel nord dell’Iraq, è sottoposta a costanti attacchi aerei attribuiti all’esercito iraniano, dopo lo scoppio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Nel corso della puntata del 23 marzo di Quarta Repubblica, il giornalista Fausto Biloslavo ha documentato le condizioni dei militari italiani […]

Da quasi un mese la base italiana allestita nell’aeroporto di Erbil, nel nord dell’Iraq, è sottoposta a costanti attacchi aerei attribuiti all’esercito iraniano, dopo lo scoppio del conflitto tra Stati Uniti, Israele e Iran. Nel corso della puntata del 23 marzo di Quarta Repubblica, il giornalista Fausto Biloslavo ha documentato le condizioni dei militari italiani impegnati nell’operazione “Prima Parthica”.

La struttura difensiva prevede una rete di bunker sotterranei dotati di brande, coperte termiche, scorte di cibo e acqua e un kit di primo soccorso, oltre a una sala operativa per la gestione delle emergenze. Ogni volta che i sistemi di allarme segnalano l’avvicinarsi di droni kamikaze, il personale si rifugia nelle gallerie pensate per resistere anche a raid prolungati.

Uno di questi rifugi si è rivelato decisivo nella notte tra l’11 e il 12 marzo, quando la base è stata colpita da un contrattacco definito “ad alto potenziale”. “Eravamo già in stato di preallarme e non è ancora chiaro se si è trattato di un missile o di un drone che ha eluso i sistemi di sicurezza della coalizione”, spiega Stefano Pizzotti, comandante della missione, il cui nome richiama un’antica legione romana. Dal 2014 l’operazione ha contribuito all’addestramento di oltre 50mila peshmerga curdi.

Sul fronte diplomatico, le recenti dichiarazioni del presidente Usa Donald Trump sull’esistenza di trattative in corso hanno alimentato la speranza di una rapida cessazione delle ostilità. “Qui gli iraniani stanno diminuendo il lancio di attacchi aerei, in alcuni giorni anche del 50%, rispetto a una media di 80-100 missili e di 500 droni al giorno”, riferisce il giornalista, collegato in diretta da Erbil.